Nuovo appuntamento con Aliens: Defiance nr. 4 (di 6), 48 pp. a colori, spillato, luglio 2017, € 3,20 – , la miniserie da edicola targata saldaPress dedicata all’Aliens Universe (se volete farvi un ripasso, QUI  e QUI trovate tutto quel che c’è da sapere).

Vediamo di fare il punto della situazione. Protagonisti della miniserie (che, ricordiamo, terminerà tra due mesi) sono la marine Zula Hendricks e l’androide Davis 1, che si trovano a bordo della nave Europa. Rispetto al primo episodio, però, le loro priorità sono decisamente cambiate: Zula infatti ha deciso di ribellarsi all’autorità della Weyland-Yutani facendo saltare l’intera missione, in modo da non consentire né a lei né a nessun’altra compagnia di mettere le mani su uno xenomorfo vivo (il motivo è intuibilissimo…).

Ai nostri baldi eroi si è aggiunta una terza protagonista, la dottoressa Hollis. Quest’ultima, proprio nel numero scorso, ha lasciato noi lettori con un cliffhanger mica da poco: e se, dentro di sé, stesse prendendo forma proprio uno di quegli alieni che la compagnia anela tanto? La risposta è esattamente alla seconda pagina dell’albo, solo che noi (da sempre anti-spoiler fino al midollo) non ve la sveliamo…
Quel che ci sentiamo di anticipare, però, è che anche nel quarto albo si conferma l’assoluta bontà di questa produzione, che vede avvicendarsi (soprattutto per quanto riguarda la parte grafica) artisti di ottimo livello.

Gli episodi di quest’albo, tratti dai numeri 7 e 8 della miniserie originale, vedono alle matite, rispettivamente Stephen Thompson (dal curriculum decisamente “spaziale”, dati i suoi trascorsi su Star Wars, Star Trek e altre produzioni indies a tema) e Tony Brescini (disegnatore abitualmente in forza alla squadra Zenescope), guidati come sempre dalle sceneggiature di Brian Wood. In questi due episodi la scelta dello scrittore è stata quella di privilegiare la narrazione per immagini rispetto a quella in prosa (escamotage già utilizzato ad esempio dal duo Waid/Samnee su Vedova Nera): il disegnatore, di fatto, diventa quindi il principale narratore. Scelta decisamente azzeccata (anche grazie alle capacità di storytelling dei due artisti), che porta il pathos a livelli elevatissimi (il silenzio dei protagonisti trasmette ansia al lettore e aggiunge tensione alla storia), sia nelle scene più crude sia in quelle più riflessive.

E così, eccoci a sfogliare freneticamente le pagine per capire quando Davis 1 (che ci ricorda tantissimo la Visione…) riuscirà a prevalere su uno sgraditissimo ospite della nave… Oppure, a sobbalzare quando vediamo salire sempre di più la temperatura di una certa stanza mentre la vita sul resto della nave sembra tranquilla…

A tutto ciò si aggiunge un ottimo lavoro per quanto riguarda la “leggibilità” in sé della storia: costruzione delle tavole lineare, colori (di Dan Jackson) opprimenti ma chiari quanto basta e flashbacks inseriti “a fagiuolo” che non spezzano troppo la trama.

Insomma, ormai l’avete capito: Defiance al vostro amichevole recensore di quartiere piace assai. E un altro mese di attesa sarà molto, molto duro…

(Roberto Orzetti)

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