Il dibattito in redazione è ancora aperto. Ecco un altro parere (QUI la prima recensione) sul primo film della nuova serie ragnesca.

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Spiderman ritorna a casa. Dopo il folgorante debutto nel Marvel Cinematic Universe in Captain America: Civil War, il “bimbo ragno” torna tra noi con un film stand-alone: Spider-Man: Homecoming.
Non si tratta però di ritorno alla Casa madre: il personaggio rimane tuttora di proprietà della Sony. Tuttavia, per ben cinque pellicole (dopo Civil War e Homecoming, anche Infinity War, Homecoming 2 e Avengers 4) l’Uomo Ragno è “prestato” all’universo filmico dei Marvel Studios. Pertant, questo Spider-Man è quello “ufficiale”, e sarà addirittura lui ad aprire la futura fase 4 (dopo Avengers 4) della cine-saga marvelliana. In sostanza, una pentalogia per sviluppare la visione del personaggio e innescare nuovi scenari filmici, molto vicini alle iterazioni fumettistiche.

In questo senso, Homecoming è il film che tutti gli appassionati di fumetti Marvel (e non solo) aspettavano: vedere Spider-Man interagire con gli Avengers è una delizia da nerd, un desiderio esaudito. Vedere Peter Parker relazionarsi con Iron Man è un colpo di fulmine continuo.

Si tratta della terza iterazione del personaggio in appena 15 anni, ma più passa il tempo… più Peter Parker ringiovanisce.
Quest’ultima pellicola infatti si conferma molto più vicina allo spirito iniziale del personaggio, creato nel 1962, quello di un giovanissimo liceale dal genio precoce, ma senza vita sociale. Peter è giovanissimo (fa la 2a superiore), è goffo, ha un solo amico, ha da poco i poteri del ragno ed è anni luce dal motto Da grandi poteri derivano grandi responsabilità.
In Homecoming, Spider-Man è un supereroe in erba, pieno di energie e desideroso di contribuire al bene comune; inoltre è alla ricerca del proprio posto in un mondo superaffollato di eroi mascherati. Giovane e spensierato sogna di unirsi agli Avengers. Quindi questo primo capitolo in solitario è il primo germoglio nella maturazione del personaggio. Un film di origini, ma senza “nascita” dei poteri. La Marvel infatti spazza via il classico topic delle origini del supereroe, proponendo una nuova chiave di volta per il genere cine-supereroico. Il Peter Parker di Homecoming ha già i superpoteri, non c’è già più lo zio Ben , e non c’è ancora la spasmodica attrazione nei confronti di Mary Jane.

La scelta di inserire Tony Stark, il più popolare eroe nel Marvel Cinematic Universe, è si una “attrazione” per i fan, ma la sua partecipazione ha un ruolo fondamentale nella crescita del personaggio. Funge da mentore, da “papà adottivo” ed in particolare segna quasi un passaggio di consegne. Vuole plasmare Peter in modo che diventi un supereroe migliore di lui. Puro, genuino e focalizzato sulle persone anziché sulla politica. Insomma, il “tradizionale” Uomo Ragno di quartiere, effige classica del personaggio nella versione fumettistica.

Il film è incentrato interamente nel mondo del liceo: il ballo studentesco, le gare di scienza, le “fazioni” scolastiche, l’aula delle punizioni in stile Breakfast Club. Tutti elementi tradizonali nella cultura scolastica americana. È questa la chiave vincente del film: mostra un’aderenza all’attualità molto più pregnante rispetto ai precedenti capitoli MCU. Una sfera piccola, liceale, ridotta ad un quartiere che mai si era vista sul grande schermo in una pellicola Marvel. Gli unici “sussurri” in una direzione analoga si sono visti nella sfera seriale, ma mai al cinema (come con i vari Defenders Netflix, ma contestualizzati in maniera completamente differente). Il tutto senza far perdere lo spirito colorato, giocoso e goffo del Peter Parker dei fumetti.

Tom Holland si dimostra un ottimo Peter Parker, complessivamente più credibile di Maguire e Garfield: è difficile fare paragoni con i suoi predecessori, tuttavia sembra molto più a suo agio di loro con il ruolo ed è è riuscito a dare nuova linfa ad un personaggio noto, mettendoci del suo.
Con Iron Man poi, crea una notevole alchimia, i due insieme bucano lo schermo. Duettano molto bene nelle parti comiche e si completano a vicenda. Tony ha vissuto una vita da immaturo, da eterno ragazzo, in maniera sregolata, e ora, dopo anni di “maturità”, trova finalmente qualcuno simile a lui: un ragazzino che combina pasticci e che non dà ascolto agli adulti. Dal canto suo, giustificato dall’età adolescenziale, Peter vuole mettersi in mostra, vuole compiacere ed essere compiaciuto, vuole che gli sia riconosciuto il “merito” e venire nel “club degli adulti”. Così Stark si ritrova per la prima volta a prendersi cura di qualcuno ed è costretto ad assumersi le responsabilità per le azioni del “bimbo ragno”. Dopotutto è stato lui a “metterlo in luce”, quindi si sente in dovere di aiutarlo a crescere e di guidarlo. In sostanza un contrappeso molto efficace, sia dal punto di vista narrativo che psicologico.

Il villain di Homecoming è Avvoltoio, interpretato dall’ottimo Michael Keaton, ed è una figura che emerge pian piano nella pellicola e ha dei risvolti complessi e a tutto tondo. Inoltre, non è il classico cattivo tutto pieno di male e dalla malvagità incurabile. Fregato dal governo, decide di tenersi del materiale alieno e di costruire un proprio commercio di armi illegali, derivate dalla tecnologia extraterrestre. Costretto all’illegalità per mantenere dignitosamente la propria famiglia, prende le sue decisioni. Motivazioni semplici ma efficaci.

Homecoming è il miglior teen movie superomistico mai realizzato e, complessivamente, una delle pellicole Marvel più azzeccate ed efficaci. Mette in luce aspetti poco esplorati dalle precedenti serie ragnesche, di quelle meno note al pubblico cinematografico. Vicino allo spirito del Peter Parker dei fumetti, soddisfa sia i lettori dei fumetti che gli spettatori occasionali. In sostanza, è stato azzeccato il mood: divertente, nerd, pieno di riferimenti ai giovani liceali d’oggi, speranzoso, energico e voglioso di emergere. La Marvel ha confezionato il film su Spider-Man che aspettavamo.

(Daniele Marazzani)

Spider-Man: Homecoming – Regia di Jon Watts – Con Tom Holland (Peter Parker /Spider-Man), Marisa Tomei (zia May), Zendaya Coleman (Michelle), Robert Downey Jr. (Tony Stark/Iron Man), Michael Keaton (Adrian Toomes/l’Avvoltoio) – Genere: Fantastico – USA 2017 – Uscita cinema: giovedì 6 luglio 2017 – Distribuzione: Warner Bros Italia.