Fresco fresco nelle sale, ecco l’attesissimo nuovo cine-episodio ragnesco: eccovi il nostro augusto Sbam-parere in poche, significative parole.

4Kids
Esatto, il taglio della pellicola è sicuramente rivolto ad un pubblico molto, ma molto giovane. A tratti, sembra quasi di vedere un episodio del Diario di una Schiappa, ed in effetti l’età dei protagonisti è suppergiù quella. Per la prima volta nella storia del cinema supereroico, il buon Peter Parker dimostra in pieno i 15 anni che da sempre gli vengono attribuiti al momento delle sue origini. Secchione e geniale finché volete, ma pur sempre un adolescentino incerto e in preda agli ormoni.

Verosimiglianza
Proprio per questo, possiamo dire di essere davanti all’Uomo Ragno degli anni Duemila definitivo: mai il nostro amichevole Tessiragnatele di quartiere era stato così “vero”, come in questo caso. Non il supereroe, giovane ma fatto e finito, rappresentato da Toby Maguire (che pure era e resta il nostro preferito dal punto di vista della fedeltà all’originale di Stan Lee e Steve Ditko), né tantomeno l’insopportabile ganzo con il ciuffo ribelle portato sullo schermo da Andrew Garfield. No, stavolta è davvero quello che verosimilmente sarebbe un ragazzino che si trova improvvisamente superforte e in grado di scalare le pareti: arrangia un costume improbabile con materiale di fortuna, si impappina mentre parla con i criminali adulti, si confida con l’amico del cuore, si emoziona davanti ai vip (Capitan America o Iron Man), si chiude in camera per sfuggire a zia May (se è sua zia, visto che nel film la chiama solo per nome; e comunque è giovane anche lei, come si conviene alla zia di un adolescente). Diventa Spider-Man solo quando qualcuno lo mette in condizione di esserlo, in questo caso Tony Stark/Iron Man.

Fumetto
I puristi non troveranno pane per i loro denti. Questo Ragno non è il Ragno originale. Ma – e lo diciamo a denti stretti, visto che noi per primi siamo puristi nel profondo – è giusto così: è molto probabile che se zio Stan o chiunque altro dovesse porsi al tavolo oggi per creare uno Spider-Man che mantenga le caratteristiche di Spider-Man, lo creerebbe proprio così.

Libertà
Finalmente un film di Spider-Man che non comincia con l’ennesima riscrittura della menata del ragno radioattivo che lo punge e gli dona i superpoteri! Finalmente un film di Spider-Man che dà per scontata una storia che tutti conoscono! Finalmente un film di Spider-Man che ci porta subito nell’azione! All’aracnide potenziato si farà solo un fugace riferimento nei dialoghi tra Peter e Ned. Viva la libertà!

Azione
Come si conviene a un film di supereroi, l’azione abbonda. Dalla spettacolare scena del traghetto, resa celebre anticipatamente dai trailer diffusi nei mesi scorsi, al combattimento finale con il cattivaccio di turno. Quest’ultimo forse un po’ troppo concitato e a misura di 3D, per cui ci si perde tra esplosioni e fiammate, ma avvincente al punto giusto.

Avvoltoio
A proposito del cattivo, la scelta è caduta sull’Avvoltoio, uno dei pochi nemici classici ancora non sfruttati nei precedenti film ragneschi. Anche lui subisce un notevole trattamento di bellezza rispetto al vecchietto col naso adunco dei comics, del quale salva solo il caratteristico collo di pelo. È lui a fungere da trait d’union con il resto del Marvel Cinematic Universe, con chiari collegamenti alle pellicole vendicative. Poi c’è la questione delle parentele, con una curiosa inversione di ruoli rispetto alle parentele fumettistiche, ma questa non possiamo spiegarla sennò spoileriamo troppo.

Colori
Il personaggio che più colpisce in negativo è Flash: anche qui è l’antagonista di Peter a scuola, ma stavolta è ben lontano dal superfusto palestrato che ha successo con le ragazze. E sempre molto sicuro di sé, ma contrasta Peter sul suo stesso terreno, la “secchionaggine”. Rispetto alla sua immagine classica, inoltre, Flash è di colore, così come lo è la dolce fanciulla cui Peter dedica i suoi sogni (niente Gwen, né Mary Jane, stavolta. O forse sì?). Ned ha invece tratti orientali. Insomma, la scuola di Peter Parker è un vero microcosmo di multietnicità. Tutto molto politicamente corretto.

Citazioni
Nei dialoghi e in vari piccoli aspetti, fioccano le citazioni di nomi ed episodi classici della saga ragnesca: dai vestiti abbandonati nel vicoletto, all’Avvoltoio appollaiato in cima al palazzo, a Spider-Man che si libera dal cumulo di macerie…

Mancanze
Una su tutte: il senso di ragno! Non se ne parla mai, e comunque non pare esservene traccia. Ohibò.

Dunque…
… un gran bel prodotto. Andate e visionate fiduciosi. Ah! Occhio che ci sono (più o meno) due scene post titoli di coda.

(Domenico Marinelli)

 

Spider-Man: Homecoming – Regia di Jon Watts – Con Tom Holland (Peter Parker /Spider-Man), Marisa Tomei (zia May), Zendaya Coleman (Michelle), Robert Downey Jr. (Tony Stark/Iron Man), Michael Keaton (Adrian Toomes/l’Avvoltoio) – Genere: Fantastico – USA 2017 – Uscita cinema: giovedì 6 luglio 2017 – Distribuzione: Warner Bros Italia.

Post correlati