Dan Jurgens – Roger Stern – Louise Simonson – AA.VV., Superman Classic, vol. 17, 144 pp a colori, RW-Lion 2017, € 13,95

Dopo averci tenuto compagnia per quattro anni, con il diciassettesimo numero si congeda Superman Classic, la collana lanciata da RW-Lion con il preciso compito di rendere finalmente disponibili per i lettori italiani le storie post-Crisis dell’Uomo d’Acciaio rimaste inedite nel nostro Paese.

Una mission, a dire il vero, già portata a termine nello scorso numero, con il quale era stato definitivamente colmato il gap intercorrente tra le quaranta uscite de Le Avventure di Superman di Planeta DeAgostini, che partendo dalla seminale mini Man of Steel avevano coperto il periodo compreso tra il 1986 e il 1990, e le pubblicazioni risalenti all’era Play Press, che nel 1993 avevano preso il via con l’allora recentissima saga della Morte di Superman, senza dubbio uno degli eventi fumettistici clou dei Nineties e, forse, dell’intera storia dei comics americani.

Può sembrare un paradosso, quindi, che una collana nata per recuperare inediti si chiuda ora proprio con la riproposizione (l’ennesima) di questa ristampatissima storia, cui è dedicata buona parte dell’ultimo volume. In realtà, però, si tratta di un paradosso solo apparente: in primo luogo perché era impensabile terminare una serie sul Superman di inizio anni Novanta senza arrivare alla sua morte (temporanea, ovvio, anche se non bisogna dimenticare che all’epoca la cosa non appariva ancora così scontata…); e poi perché questo brossurato, maneggevole e tutto sommato economico se confrontato a certi balenotteri absolute, può rappresentare un’ottima occasione per quei lettori – pensiamo soprattutto a giovani e giovanissimi – che ancora non avessero avuto modo di conoscere la comunque storica saga orchestrata da Dan Jurgens.

Una saga che nel 1993 tutti noi (o quasi) accogliemmo con sospetto, storcendo il naso di fronte a quella che giudicavamo una pura e semplice operazione di marketing priva di autentica dignità narrativa. Ma che riletta oggi, e confrontata con i tanti indigeribili “eventi” che la DC (come del resto dalla Marvel) avrebbe partorito nel successivo quarto di secolo, riesce a prendersi una parziale rivincita. Sfoggiando qua e là anche punte di apprezzabile pathos che, all’epoca, erano magari sfuggite al nostro sguardo ipercritico e un po’ prevenuto.

Ben vengano, quindi, l’assalto letale del feroce Doomsday e la Morte di Superman (sia detto senza offesa per l’Azzurrone, beninteso…). Anche perché, subito dopo, il volume appaga comunque la nostra fame di inediti con una sorpresa mai vista in Italia in versione integrale: il numero 400 della testata Superman (1984), una speciale storia celebrativa presentata da un’icona della letteratura fantascientifica come Ray Bradbury e firmata da un gruppo di autori d’eccezione tra cui figurano Will Eisner, Joe Orlando, Marshall Rogers, Jim Steranko, Frank Miller, Jack Kirby, Moebius, Steve Ditko, Brian Bolland, Mike Grell e altri. E, chicca tra le chicche, c’è anche il primo Superman disegnato da John Byrne, che da lì a un paio d’anni avrebbe scritto pagine fondamentali per la moderna definizione del personaggio.

Un degno passo d’addio per una collana che verrà ricordata con simpatia e gratitudine da tutti i fan tricolori dell’ultimo figlio di Krypton.

(Marco De Rosa)

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