Entra nel vivo anche sulle italiche sponde l’operazione Rinascita, brand sul quale la DC Comics punta per riportare il proprio pantheon supereroistico agli antichi splendori. Antichi non solo in termini di quote di mercato e volumi di vendita (ultimamente un po’ asfittici dalle parti di Burbank), ma anche per quanto riguarda l’essenza più intima dei personaggi, a detta di molti un po’ mortificata (tradita?) nel lustro abbondante intercorso dal reboot del 2011.

sbam-superman_rinascita-1A guidare la prima infornata di albi lanciati nelle edicole e fumetterie del Belpaese da RW-Lion è ovviamente la testata intitolata a Superman, capostipite e nume tutelare degli eroi di casa DC, che riparte da uno (Superman nr. 1, gennaio 2017, 72 pp a colori, € 3,75), diventa quindicinale e propone l’ennesimo, significativo punto di svolta nella quasi ottantennale carriera dell’ultimo figlio di Kripton.
Il quale, udite udite, non è più quello che abbiamo conosciuto ai tempi di Flashpoint e di cui abbiamo seguito le peripezie fino al mese scorso, quando è spirato sulle pagine di Superman l’Uomo d’Acciaio nr. 32, ridotto in polvere da un’esplosione energetica di inaudita potenza. No, l’Azzurrone che troviamo (o, meglio, ritroviamo) qui è una sua versione precedente e/o alternativa: per la precisione, quella nata a metà degli anni Ottanta sulla scorta del crossover Crisi sulle Terre Infinite e grazie al seminale lavoro di John Byrne. Un Superman che, come abbiamo appreso dalla miniserie Convergence, non era affatto scomparso in seguito agli eventi di Flashpoint, ma era anzi riuscito a raggiungere questa nuova (per lui) realtà insieme alla moglie Lois Lane e al figlioletto Jon, preferendo però rimanere nell’ombra e non interferire con la vita “eroica” della sua controparte locale.

Confusi? Niente paura: a fare chiarezza (non troppa, ma almeno un po’…) ci pensa la prima storia dello spillato, tratta dall’americano Superman Rebirth nr. 1. L’incontro tra questo nuovo/vecchio Superman e Lana Lang, all’interno del mausoleo eretto in memoria dell’altro Uomo d’Acciaio, è infatti l’occasione per fare il punto sulla vita dei due eroi. E sulle rispettive morti. Già perché, come ricorderete, anche la precedente incarnazione di Supes era stata spedita al Creatore dal feroce Doomsday in una storica saga del 1992, salvo poi tornare tra i vivi qualche tempo dopo grazie alla Matrice di Rigenerazione. Un destino che, invece, sembra negato al Superman di questo mondo… Testi di Peter J. Tomasi e Patrick Gleason, matite del sempre affidabile Doug Mahnke.

Ma se questo episodio serve soprattutto per scaldare i motori e fornire qualche indispensabile punto di riferimento ai non assidui frequentatori della continuity DC, si comincia a fare sul serio con la prima parte di Sentiero di morte (da Action Comics nr. 957), storia orchestrata dal veterano Dan Jurgens (proprio lo scrittore che, guarda caso, firmò “l’assassinio” del nostro eroe all’inizio degli anni Novanta) e ben disegnata da Patrick Zircher. Approfittando della dipartita di Superman, Lex Luthor decide di prenderne il posto, dotandosi di avveniristica armatura e proponendosi come nuovo difensore di Metropolis. Un affronto che il Superman superstite, tra l’altro proveniente da una realtà in cui il cinico industriale era un criminale fatto e finito, non può proprio sopportare. Ed eccolo quindi abbandonare consorte, pargolo e la quiete della vita domestica per indossare il costume e volare incontro all’usurpatore. Seguono botte da orbi, rese ancora più saporite da un paio di colpi di scena: l’arrivo sul teatro dello scontro di Clark Kent (ma com’è possibile, visto si tratta dell’alter ego del Superman di questo mondo, che nel frattempo è passato a miglior vita?) e l’esplosivo avvento di qualcuno (o qualcosa) che potrebbe essere… Doomsday?!?

A chiudere il sommario, il primo numero della serie che si alternerà con Supergirl nella veste di comprimaria di testata: stiamo parlando della controversa New Super-Man, declinazione “made in China” della saga dell’Uomo d’Acciaio creata dallo scrittore Gene Luen Yang. Protagonista è il giovane Kong Kenan, liceale di Shanghai con un’antipatica inclinazione al bullismo e alle prepotenze. Quanto di più diverso si possa immaginare dalle virtù del vero Superman, insomma. Almeno fino al giorno in cui un suo istintivo e imprevedibile gesto eroico attira l’attenzione del segretissimo Ministero dell’Autonomia, che lo ingaggia per un esperimento altrettanto segreto. Scopo: dotarlo dei medesimi poteri del celeberrimo kryptoniano… I disegni di Viktor Bogdanovic, ben radicati nella tradizione dei comics d’oltreoceano pur senza disdegnare sporadiche incursioni in territorio manga, conferiscono il giusto brio a un serial che, se non si perderà per strada nei numeri a venire, potrebbe riservarci qualche sfiziosa sorpresa.

In chiusura, piccola nota “numerologica”: con questo albo, dicevamo, la testata Superman riparte da uno. Ma, come peraltro anche Batman, lo fa solo temporaneamente: fin dai prossimi mesi, infatti, riprenderà non solo la numerazione precedente, ma andrà addirittura a includere nel conteggio quanto pubblicato a suo tempo dal precedente licenziatario Planeta DeAgostini. Obiettivo dichiarato (dell’editore): rendere questa la più longeva collana mai dedicata in Italia al personaggio. Esito probabile (per i collezionisti): rendere un po’ più complicato fare ordine sugli scaffali.

(Marco De Rosa)