Passato capodanno, tenete d’occhio le edicole: vi troverete da un momento all’altro il primo numero di The Spirit, nella versione di Matt Wagner e Dan Schkade, proposto da Editoriale Cosmo.

chi-ucciso-the-spirit-cosmoUna collana edita negli Usa tra il 2015 e il 2016 da Dynamite Entertainment, che rivisita e porta all’oggi il leggendario detective mascherato di Will Eisner, vera e propria icona-simbolo del concetto stesso di Fumetto.
Rivedremo i personaggi della storica saga degli anni Quaranta – il commissario Dolan, la giovane Ellen, Sammy e il maggiordomo Ebony White – impegnati ad indagare su Spirit, misteriosamente scomparso due anni prima. Da qui il titolo, Chi ha ucciso The Spirit?.

Non resta che aspettare il nr. 25 di Cosmo Serie Marrone, con le sue 144 pp a colori: per € 6,90, potremo leggere i primi sei episodi della saga. C’è pure la cover variant di Alex Ross.

Per chi non conoscesse questo eroe, sappiate che parliamo di un «personaggio creato da Will Eisner, apparso per la prima volta il 2 giugno 1940, come personaggio settimanale di 7 pagine su un supplemento domenicale formato albo, riportato nella sezione fumetti di un certo numero di giornali americani», scriveva Maurice Horn sull’Enciclopedia Mondiale del Fumetto. «Indipendentemente dalla sua eccellenza in fatto di disegno, l’importanza storica di Spirit consiste nell’aver collegato l’albo a fumetti alla striscia dei giornali. (…). The Spirit (lo spirito) copriva l’identità di Denny Colt, un criminologo da tutti creduto morto e che usava il suo travestimento (una semplice mascherina sugli occhi!) per combattere il crimine dal suo rifugio di Wildwood Cemetery. All’inizio non differiva molto dalla massa di altri nemici del crimine che affollavano le pagine dei giornali a fumetti. Ma quel che lo rese poi unico fu la profonda caratterizzazione e il senso di coivolgimento umano che Eisner riuscì a infondere nel suo eroe. (…). Nelle sue sette pagine, ogni episodio costituiva una storia a se stante, ma il susseguirsi di episodi settimanali rivelava un ritmo particolare, una cadenza che evocava tanto la narrativa in prosa quanto il poema. Sotto questo aspetto, il personaggio ebbe pochi rivali nella storia del fumetto».

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