Eduardo De Filippo – Giuseppe Ricciardi, Natale in casa Cupiello, collana Il teatro di Eduardo De Filippo a fumetti, 96 pp a colori, Nicola Pesce Editore 2016, € 19,90

npe_natale-casa-cupielloEduardo De Filippo (1900-1984), riconosciuto universalmente come uno dei più grandi artisti ed intellettuali del Novecento, è stato autore di numerose opere teatrali da lui stesso messe in scena ed interpretate.
Natale in casa Cupiello è forse la sua opera più famosa, rappresentata per la prima volta nel 1931 al Kursaal di Napoli, quando era ancora costituita da un unico atto. Eduardo aveva 31 anni: quel giovane truccato da vecchio non sapeva ancora quanto sarebbe durato l’applauso di quella sera di Natale, quanto lontano lo avrebbe spinto quell’onda felice di risate, lacrime ed emozioni.
Questo fedelissimo adattamento a fumetti, presentato in un cartonato a colori, ci accompagna attraverso i tre atti, insieme con alcuni commenti al fumetto stesso del compianto Luca De Filippo, una illuminante postfazione ed alcune considerazioni scritte da Eduardo di proprio pugno.

La trama: la mattina dell’antivigilia di Natale. Luca Cupiello e sua moglie Concetta si svegliano, ma il loro risveglio è reso comicamente faticoso dalle bizze dell’uomo, che si lamenta per il freddo e per il pessimo caffè che lei gli ha preparato.
Luca è un fervente amante delle tradizioni natalizie, e non vede l’ora di potersi dedicare maniacalmente alla composizione del Presepe, nonostante le critiche della moglie e del figlio Nennillo, che non lo appoggiano.

natale-in-casa-cupiello-pg05A un certo punto irrompe in casa la figlia Ninuccia, agitata per l’ennesima lite con suo marito Nicolino. Ninuccia, che non ha mai amato il marito, vuole scappare con il suo amante. La situazione degenera appena il marito viene a conoscere tutta la situazione, tra liti, minacce, sfide a duello.
Venuto brutalmente a conoscenza della situazione familiare, Luca, per anni vissuto nell’illusione di aver creato una famiglia felice, ha un ictus, crolla e si ritrova a letto in preda a difficoltà motorie e verbali.

Una improvvisa visita dell’amante Vittorio provoca l’ennesimo equivoco allucinatorio e Luca, scambiandolo per il marito, arriva a benedire inconsapevolmente l’unione dei due amanti.

Tommasino, alla domanda che suo padre gli rivolge in punto di morte, «Te piace ‘o presepio?», alla quale egli aveva sempre risposto con un antipatico «No», finalmente si scioglie e tra le lacrime gli sussurra di sì, mentre suo padre muore.

(dall’Editore)

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