«Bentornato amico mio caro, bentornato compagno di sempre. Allora non era così difficile ritrovare la strada… ma forse “Dopo un lungo silenzio” il Maestro ha riacceso la fiamma.
Alla fine non era impossibile tornare a mischiare così magicamente incubo e realtà, ricordi e malinconia. Bentornato “Old Boy”, vera ripresa o ultimo fuoco di paglia oggi interessa poco, dopo tanta pena un bellissimo tuffo nel passato e un esercizio di stile di grande classe».

dylan-dog-363-cavenagoEcco il giudizio entusiasta di Marco Lorusso, nostro affezionato Sbam-lettore, oltre che (soprattutto) estimatore di lunghissima data dell’Indagatore dell’Incubo.
Effettivamente, l’ultimo Dylan Dog (nr. 363, Cose perdute, dicembre 2016, 94 pp in b/n, Sergio Bonelli Editore, € 3,20) propone una storia secondo lo stile più classico dell’inquilino di Craven Road (anche per la massiccia presenza attiva di Bloch), sospesa tra sogno e realtà, tra passato e presente, tra problemi da adulti e sogni da bambini, in un eccellente equlibrio che è poi la specialità di Paola Barbato.

I disegni sono del veterano Giovanni Freghieri, mentre la copertina è quella dell’esordio di Gigi Cavenago, in sella dopo le 320 uscite curate da Angelo Stano.
Come dire: un numero dylaniato dai molti aspetti interessanti…

(Domenico Marinelli)

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