doctor-strange-poster-italianoPrima impressione immediata a caldo, appena usciti dal cinema: un film un po’ scontato nella trama, ma discretamente aderente all’originale a fumetti e, soprattutto, incredibilmente, clamorosamente spettacolare dal punto di vista degli effetti speciali.
Doctor Strange, ultimo cinekolossal Marvel, diretto da Scott Derrickson, propone infatti palazzi che si piegano, strade che si sollevano e scene che si capovolgono nei lunghi caleidoscopici combattimenti ancestrali (o mistici, o quel che è) tra le opposte fazioni di stregoni, tali da dare le vertigini allo spettatore, con o senza occhialini 3d sul naso.

Tolto questo aspetto, il più evidente, la trama è ben nota: l’arrogantissimo, presuntuosissimo, di-sé-pienissimo Stephen Strange (Benedict ‘Sherlock Holmes’ Cumberbatch) è un eccellente neurochirurgo, l’unico in grado di compiere interventi di tale complessità da salvare la vita anche a persone date per morte. Peccato non lo faccia per amore della vita umana – o almeno della medicina – ma per puro ego: accetta solo i casi di cui certamente si parlerà sui giornali e che quindi aumenteranno la sua fama. E chissenefrega se così facendo fa incavolare pure la collega-fidanzata Christine (Rachel McAdams). Tutto questo almeno finché non si spiaccica con la sua supercar lanciata a tutta velocità sull’immancabile strada di montagna, sotto l’immancabile temporale, manco fosse Vittorio Gassman in un sorpasso ben più celebre della storia del cinema, e si sfracella completamente le preziosissime mani.
Aiuto, non posso più operare, non sono più io, come posso guarire? Semplice: basta andare a Kamar-Taj, misteriosa località d’oriente. Laggiù ci penserà l’ancor più misterioso (anzi, misteriosA) Antico, coadiuvata dal fido Karl Mordo e dal silenzioso Wong, a farti capire da che parte girano davvero il mondo e la vita intera. Anche perché il fetentissimo Kaecilius  sta per evocare il demone Dormammu, direttamente dalla Dimensione Oscura, e allora saranno cavoli acidi per tutto il pianeta…

doctor-strange-imma1Oltre agli effetti speciali di cui sopra, che non mancheranno di riempire gli occhi di tutti gli spettatori, siamo davanti a un film godibile e molto veloce. La grande, classica, battaglia dei buoni contro i cattivi si sovrappone a quella tra il vecchio e il nuovo Dottor Strange, uomo che perde improvvisamente tutte le sue sicurezze e deve cercare nuovi approdi, trovandoli proprio laddove non avrebbe mai pensato potessero essere (emblematico in questo senso il suo primo colloquio con l’Antico al momento del suo arrivo a Kamar-Taj).

La storia è  perfettamente comprensibile anche a chi non abbia mai visto un film Marvel, ma è comunque ben inserita nella continuity cine-marvelliana, cui fa spesso riferimento in più momenti: il cenno ad un uomo gravemente ferito a seguito di un incidente con un’armatura volante, ad esempio, chiaro riferimento agli accadimenti di Civil War, o citazioni esplicite degli Avengers, senza contare i due siparietti finali intra e post titoli di coda e l’immacabile flash di Stan Lee, stavolta passeggero di un autobus.
Il suo limite è l’estrema linearità, senza nessuna sottotrama o momento alternativo:  Cumberbatch è perennemente sulla scena, protagonista unico (per quanto eccellente), così che il finale del film si intuisce senza problema alcuno ben prima della metà della pellicola.

doctor-strange-imma2Pazienza, si tratta comunque di un bel paio d’ore di cinema, con frequenti momenti di umorismo (perfino nel truce sconto finale) che non guastano. In attesa del prossimo Avengers, cui il buon dottore avrà – a quanto pare – parte attiva e significativa.

(Antonio Marangi)

Doctor Strange – Regia di Scott Derrickson – Con Benedict Cumberbatch (Dottor Strange), Chiwetel Ejiofor (Karl Mordo), Mads Mikkelsen (Kaecilius), Rachel McAdams (Christine Palmer), Tilda Swinton (l’Antico), Benedict Wong (Wong) – Durata: 130 min. – USA 2016 – Walt Disney/Marvel Studios

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