Ogni grande eroe di ogni grande storia ha sempre avuto bisogno di un grande nemico. Come pensare a Superman senza Lex Luthor, a Batman senza il Joker, a Capitan America senza il Teschio Rosso? O a Sherlock Holmes senza Moriarty o a Frodo senza Sauron,  ma anche a Popeye senza Brutus o Topolino senza Gambadilegno? O infine, ma gli esempi potrebbero essere sesquiliardi, a Zagor senza Hellingen e a Julia senza Myrna Harrod? Così, visto che ci siamo spostati nella Bonelli-Zone, a Tex senza Mefisto? E dunque a Yama?

sbam_tex_673_segno_yamaEcco, Mefisto: l’incredibile stregone dai poteri sovrannaturali. Un personaggio così avulso dal tradizionale mondo di Tex e Kit Carson, così assurdamente esterno agli abituali scenari fatti di praterie e saloon, indiani ribelli e soldati senza scrupoli, desperados prezzolati e avidi signorotti, che non puoi non chiederti cosa stia lì a fare, uno stregone diabolico, tra Texas e Arizona. Un potentissimo “cattivo” che forse si troverebbe più a suo agio a Darkwood, alle prese con quello Zagor che nella sua carriera ne ha affrontate di tutti i colori e di tutti i generi. Ma con Tex no, pare proprio non azzeccarci nulla. Né lui, né il suo degno rampollo Yama.
Eppure è proprio lui (Mefisto o Yama non fa molta differenza in quest’ottica) il cattivo rimasto più impresso nel cuore degli appassionati del Ranger in camicia gialla, perché nessuno come lui è in grado di mettere in difficoltà il grande Aquila della Notte. Con lui non servono colt , appostamenti, cavalcate nella preteria, frecce incendiarie o pugni d’acciaio… Lui è l’unico, davvero l’unico, ad essere in grado di portare Tex ai suoi limiti estremi.

Ed ecco perché sicuramente tutti i veri texiani lo adorano e hanno avuto un sobbalzo nel vedere prima in Rete e poi sul promo del numero successivo riportato sull’albo attualmente in edicola (per la cronaca: Tex 672, Per le strade di Sacramento), la cover di Il segno di Yama, uscita disponibile dal prossimo 8 novembre (Tex 673, novembre 2016, 112 pp b/n, © Sergio Bonelli Editore, € 3.20) ma che i vostri privilegiati Sbam-redattori hanno già potuto delibare.

Yama è tornato, ebbene sì. Tornato addirittura cavalcando un tornado e subito ben deciso nel suo piano. Tex (che compare solo a pagina 62 dell’albo!) non se lo aspetta neppure, preso come è a inseguire alcuni ladri blasfemi nella prateria insieme a Kit Carson. La sorpresa – sotto forma di un fulmine che traccia quel segno davanti a loro – sarà terribile e coinvolgerà tutti e quattro gli eterni pards. E, per dirla alla Carson, quel satanasso di Tex dovrà avere a che fare con un collega

Per un grande ritorno come questo, Bonelli Editore ha impiegato i grossi calibri: i testi sono di Mauro Boselli, un vero esperto di atmosfere orrorifiche visto che è da anni a Praga sulle tracce di Dampyr; i disegni sono invece di sua maestà Fabio Civitelli, certamente uno dei massimi artisti approdati dalle parti di via Buonarroti.

Il seguito alla prossima puntata. Ce la faremo ad attendere addirittura dicembre?

(Antonio Marangi)

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 sbam_tex_673_yamaLo ammetto: attendevo questo albo fin da Tex 504, quando Claudio Nizzi e Claudio Villa ci avevano regalato il ritorno di Mefisto, in un’epica saga dal finale apertissimo.
Ebbene, non sono stato deluso.

Fin dall’inizio, con il titolo rinchiuso in un riquadro dallo stile che tanto ha ricordato i cari, vecchi episodi. E poi con il ritorno, dopo mesi di assenza, del quartetto di satanassi al gran completo (Kit ‘Piccolo Falco’ Willer e Tiger Jack era un po’ che non si vedevano). Infine, con le vignette di Fabio Civitelli, maestro delle ombre e (soprattutto) del puntinato, che ci regala panorami mozzafiato e tempeste di sabbia in grado di far rizzare il pelo anche a messer Satanasso in persona.

Insomma, Yama ritorna e lo fa in grande stile… Mauro Boselli ce lo dipinge all’inizio come un disagiato mago da quattro soldi, che vive di piccoli spettacoli e di incubi, in egual misura, con la madre, collega sul palcoscenico. Ma Blacky Dickart (questo è il suo vero nome) è ben più di un semplice illusionista dal passato turbolento: anzi, a ben vedere ci ricorda tantissimo Harry Osborn (figlio del ragnesco Norman ‘Goblin’ Osborn), perennemente schiacciato dalla pesante eredità del padre Mefisto. Un legame di sangue che vorrebbe scacciare, rimuovere (un po’ come fu per Harry, che visse per anni col fantasma del padre alle spalle), ma che puntuale si ripresenta a chiedere il conto… fino a che un tornado non spazza via tutto, dubbi e paure. E così riecco Yama, il figlio di Mefisto.

E per i Tex e i suoi pards, ancora una volta, nubi minacciosissime si addenseranno all’orizzonte…

(Roberto Orzetti)

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