Il prossimo weekend, Zerocalcare sarebbe dovuto essere ospite del Comicon di New York. E invece no.
«C’avevate presente che domani dovevo andare a New York a fare i disegnetti al New York Comicon, la conferenza alla Columbia, e tutta quella roba fichissima che pareva una gag? Ecco, famo che è stata tutta una gag, va» ha scritto il buon Michele sulla sua pagina Facebook.

Il problema pare essere di natura burocratica: per ottenere il visto d’ingresso negli States, infatti, bisogna prima appositamente compilare un apposito modulo sull’apposito sito, l’ESTA, un apposito questionario online. Tra le apposite domande, una riguarda i Paesi visitati di recente dall’aspirante turista stars&stripes. Ora, lo Zero nazionale (in ambito fumettistico, s’intende, non si adontino i Sorcini d’antan) è stato di recente, appena un anno e spiccioli fa, in Siria e in Iraq, mentre lavorava al suo Kobane Calling. Ma pare proprio che certe visite facciano drizzare le antenne agli sceriffi d’oltreoceano, che di conseguenza chiedono un colloquio supplementare all’aspirante di cui sopra presso l’ambasciata.
Mancando il tempo tecnico per risolvere la cosa, ecco che il Rech è rimasto ai piedi della scaletta dell’aereo. Niente Comicon.

La notizia scatena una ridda di commenti sui social e sui giornali, e allora lo Zero risponde a modo suo: e ti pubblica sul suo blog un breve fumetto, che spiega la vicenda in romanesco di Rebibbia, tanto perché tutto sia chiaro. Fine del caso.
Ah! Questa burocrazia!

(Matteo Giuli)

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