Frank Cho, Liberty Meadows, vol. 1, Eden, collana Maestro, 160 pp in b/n, saldaPress 2016, € 20,00

sbam-liberty-meadows-vol1Cosa possono avere in comune una rana-toro ipocondriaca, un maiale fumatore incallito, un timido anatroccolo, un orso nano saccente, una avvenente “psicologa per animali” (?) e un veterinario sfigato? Ovvero, rispettivamente, Leslie, Dean, Truman, Ralph, Brandy e Frank? Bisogna leggere le strip umoristiche di Frank Cho per scoprire l’arcano.

L’autore di un bel mucchio di (eccellenti) copertine e tavole tra MarvelDC Comics (come questa, per esempio), infatti, ha rivelato già da un paio di decenni anche il suo animo di umorista, proponendo Liberty Meadows, la striscia uscita per un po’ come classica strip quotidiana su diversi giornali americani, e in seguito passata sotto l’ala di Image, che l’ha riproposta e proseguita in edizioni in volume.
Gli stessi volumi sono già stati portati in Italia da saldaPress, che adesso – complice il fatto di avere come ospite alla prossima Lucca Comics proprio Frank Cho – li rilancia, in una nuova serie di cartonati dal taglio orizzontale, in versione rivisitata e corretta.

Tutto questo ci ha dato la possibilità di rimettere il naso tra i viali alberati della clinica per animali in difficoltà di Liberty Meadows, dove le vicende legate ai pazienti – alati o a quattro zampe (palmate e no) – si alternano e incrociano con quelle “umane”.
Troviamo così il timido Frank, occhialuto e minuto veterinario, tentare di corteggiare senza troppa convinzione la bellissima, appariscente Brandy, psicologa della struttura, che pare però non notarlo proprio, limitando il suo rapporto alla sfera professionale.
liberty-meadows_imma2E troviamo i pazienti che, per quanto animali, non sembrano meno umani degli altri, raccogliendo in sé tutti i vizi, le manie e le fobie del nostro mondo reale. Tra essi, spicca sicuramente Leslie, la rana-toro, talmente ipocondriaca da preoccuparsi per la sua lingua troppo lunga o per i problemi di una sua… eventuale gravidanza, così da perseguitare continuamente il povero Frank alla ricerca di improbabili cure. Viceversa, Dean, il suino ricoverato per disintossicarsi dal fumo, evita accuratamente le stesse cure, non avendo la minima voglia di rinunciare alle sigarette. Il piccolo Truman invece cerca un appoggio adulto alle sue piccole paure da anatroccolo, unico superstite di un disastro petrolifero, mentre molto sicuro di sé, anche troppo, appare l’orso nano Ralph, abitualmente spalla di Leslie.

Abbiamo così le strisce “umane”, dedicate al rapporto tra Frank e Brandy e alle occasionali interazioni con gli altri personaggi di contorno, come Tony,  il tuttofare della struttura, Julius, il direttore fissato con la pesca (in lotta con il suo personalissimo Moby Dick, un inafferrabile pesce gatto) o anche Jen, coinquilina di Brandy, non meno alta e avvenente di lei. Ci sono poi quelle “animali”, più evidentemente comiche, con al centro gli animali-pazienti, i loro giochi, le loro rivalità, i loro scontri e soprattutto i loro dialoghi, che a tratti ricordano il Pogo del grande Walt Kelly.
liberty-meadows_imma1Se le prime sono disegnate con un tratto realistico, per quanto al limite del grottesco, le seconde sono invece evidentemente umoristiche e caricaturali, rivelando sempre di più il grandissimo eclettismo di Cho.
Due stili così diversi non impediscono però all’autore di proporre anche il terzo tipo di situazione, quella “mista”, dove umani e animali sono insieme, dove – ad esempio – le manovre di Leslie e Ralph finiscono per rompere le uova nel paniere a Frank, intento a tessere le sue trame per avvicinarsi a Brandy, o dove Brandy tenta di realizzare invano una terapia di gruppo facendo sedere in cerchio tutti i suoi pazienti…

A proposito di pazienti: qua e là, compare anche lo stesso Cho, che si raffigura come un macaco, con il ruolo di “voce fuori campo” che si rivolge direttamente ai lettori!

(Antonio Marangi)

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