sbam-Mostri-3«Il recente successo in Italia del fumetto horror nella sua versione splatter e gore (due parole americane che ne indicano la propensione al sanguinolento e all’atrocità) ha sollevato una marea di polemiche, si è persino arrivati a un’interrogazione parlamentare. Mamme indignate vedono in questi racconti un grave pericolo per la salute mentale dei figli e li additano come probabile mezzo formativo per futuri delinquenti psicopatici. Il risultato è che la maggior parte delle pubblicazioni horror sono adesso vietate ai minori (Splatter e Mostri per citarne due tra le più conosciute) e altre stanno ben attente a far vedere meno sangue (o sarebbe meglio dire inchiostro?) possibile (leggi Dylan Dog, che da tempo si autocensura). In nessun conto, nella valutazione della loro preseunta dannosità, è stata tenuta l’alta carica di ironia delle storie e la loro funzione catartica».

Così scrivevano, parecchi lustri or sono, due giovani redattori destinati ad una luminosa carriera – Daniele Brolli e Marco Marcello Lupoi – nell’editoriale di Star Magazine, rivista antologica super-eroica edita all’epoca da Star Comics (nr. 4, dicembre 1990). Si riferivano alle peripezie legali subite dalle testate orrorifiche dell’epoca, trent’anni dopo l’analogo destino che aveva colpito i fumetti neri degli anni Sessanta.

sbam-Mostri-4Ulteriori trent’anni dopo, come abbiamo già ricordato a più riprese, Mostri è di nuovo tra noi, nella veste editoriale molto elegante che gli ha conferito Bugs Comics. Fortunatamente senza doversi più affacciare nelle cupe stanze dei Palazzi di Giustizia, ma solo nelle biblioteche degli appassionati.
I quali appassionati possono trovare intatta l’ironia delle storie orrorifiche proposte sulle sue pagine, siano esse evventure inedite o anche quelle ripescate direttamente dall’epoca originale.
Sfogliando i vari volumi, possiamo vagare sul mondo dove una misteriosa, orrenda mutazione può colpire i bambini al compimento del loro sesto anno d’età, e in un collegio, dove altri bambini hanno riscritto a modo loro la storia della Fatina dei Denti; studiare lo strano reperto archeologico reperito da un austero professore ed esaminare il peculiare menu della Cantina di Max (ma anche le bistecche gradite al famoso critico gastronomico Laurence Bernard sono abbastanza stravaganti…); assistere alle particolari love story tra chi è mostruoso fuori e chi lo è “dentro”, e tuffarci nel Medioevo, quando si cacciavano le streghe, vere o presunte. Ma sulle pagine di Mostri, neanche i mostri tradizionali, come il babau, sono quelli che dovrebbero essere…

sbam-mostri-5D’altra parte, è «ridicolizzando ciò che più si teme» che «ci si dà coraggio e c si fa più forti. È uno dei più antichi trucchi per la sopravvivenza: lo hanno sempre saputo tanto gli sciamani delle culture primitiv, nell’infliggere ai giovinetti le prove cruente delle varie cerimonie di iniziazione, quanto qualsiasi caporale o sergente di qualsiasi esercito moderno. Aver paura fa diventare grandi: ecco il succo del discorso», scriveva Ferruccio Giromini, ancora a proposito delle polemiche sulle pubblicazioni anni Novanta, in un articolo citato sempre nell’editoriale di Brolli e Lupoi. Che concludeva sui mostri di Mostri, che «sono terrori e mostri immaginari e ironici, per fortuna; con la speranza che riescano a tenere lontani dalla nostra quotidianità i mostri e gli orrori veri, quelli del tutto privi di senso dell’umorismo».

Con l’opera della Bugs Comics, abbiamo la possibilità di rivedere quelle stesse storie con gli occhi di una società di trent’anni successiva. E magari – perché no – di leggerle per puro divertimento (funzione fondamentale del Fumetto), senza preoccuparci dei risvolti pedagogici, ma solo godendoci il lavoro di autori esordienti accostati ad altri molto più esperti (o anche di riscoprire le opere giovanili di autori che nel frattempo si sono affermati in altri ambiti).
Quasi dimenticavamo: su Mostri ci sono anche… i MoFtri!

I volumi di Mostri – è appena uscito il quinto – sono sempre disponibili sullo shop del sito della Bugs, a € 9,90 l’uno per 100 pagine in b/n.

(Antonio Marangi)

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