sbam-nathan-never-301Che questa del 2016 sia l’estate di Nathan Never ormai è cosa assodata: oltre ai festeggiamenti per il venticinquesimo anno (in concomitanza con l’uscita numero 300) e la partenza della miniserie Anno Zero, col nr. 301 è partita una saga destinata a sconvolgere lo status quo dell’Agente Alfa e del suo mondo (cosa del resto preannunciata da Bepi Vigna e Giovanni Gualdoni nelle interviste pubblicate sul numero di Sbam! Comics da poco uscito, che, ricordiamo, è bene scaricare e diffondere a pie’ sospinto).

La saga vede il ritorno di Omega, creatura robotica senziente ribellatasi – come da copione – al volere del suo creatore (Sigmund Baginov, il primo agente Alfa): il suo scopo non è solo la “classica” sottomissione della razza umana – che sarebbe, di nuovo, da copione –, ma qualcosa di molto più letale: lo sterminio degli umani e la loro “rinascita” sotto forma di robot. Insomma, questo Omega (che ci ricorda tantissimo, per modus operandi, il vendicativo Ultron), fa decisamente sul serio, e sono ben due i protagonisti della serie a lasciare le penne nel numero 301….

sbam-nathan-never-302Senonché all’inizio del numero 302 (Vite Sconosciute, 96 pp, Sergio Bonelli Editore, luglio 2016, € 3,20), il tutto sembra non essere accaduto e – anzi! – il piano di Omega pare avere finalità divere. Cos’è successo nel frattempo? Tranquilli, nessun buco di sceneggiatura… A metà dell’albo scopriremo l’agghiacciante verità. E capiremo che per sconfiggere Omega, Nathan e i suoi dovranno dare tutto quello che hanno, se non di più.

Siamo davanti a una miniserie-nella-serie che sta effettivamente tenendo fede alle aspettative. La storia è ben costruita dal veterano Antonio Serra, anche se (vi avvertiamo) va letta con molta attenzione, se la si vuole gustare fino in fondo. Anzi, molte sottigliezze della trama si afferrano al meglio con una seconda lettura di entrambi i numeri.

La parte che però solletica maggiormente il palato è quella grafica, realizzata da par suo da Sergio Giardo (che con la bicromia dà decisamente il meglio di sé, a parer nostro), che “rompe” la fantomatica “gabbia” bonelliana e ci regala splash pages di eccellente fattura, assai goduriose per gli occhi. Una volta ogni tanto, trasgredire certe regole male non fa…

(Roberto Orzetti)

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