Diciamolo subito: colpisce.
O almeno, se siete appassionati di storia del Fumetto, non potrete non restare colpiti dallo Speciale annuale di Martin Mystère da qualche giorno in edicola (nr. 33, Troppi super-eroi!, 144 pp in b/n, Sergio Bonelli Editore 2016, € 6,50).

sbam-speciale-MM-33Sì, perché Alfredo Castelli – certamente uno dei massimi esperti di storia del Fumetto, appunto – ambienta la vicenda negli anni Trenta per mettere il suo Detective dell’Impossibile a diretto contatto con due oscuri autori di comics, sconosciuti ma destinati a rivoluzionare per sempre la Nona Arte. Hanno inventato un super-eroe, un tipo in calzamaglia che può fare praticamente tutto, tranne – a quanto pare – farsi accettare dagli editori.
Strano, perché invece tutto attorno a loro di “veri” super-eroi sembrano essercene sempre di più, strani, potentissimi esseri dai poteri più vari, ma tutti accomunati da tre fattori costanti, così elencati dal valente ispettore Travy a colloquio con il BVZM: una maschera che li rende irriconoscibili, un costume con le mutande sopra i pantaloni e soprattutto la curiosa tendenza a trasformare il facile in difficile attraverso l’inutile.

Tra tutti, spicca il potentissimo Superdan, che riesce a salvare a più riprese la bella Angie, vera protagonista della storia, che come suo solito riesce a restare sempre più nuda del lecito (proprio come la storica Jane, di cui parlavamo ampiamente tempo fa).

L’albo è dunque un lungo, ampio omaggio ai grandi del Fumetto storico, a cominciare dal primo dei super-eroi – cui fa esplicito riferimento la bellissima copertina – e ai suoi creatori, Jerry Siegel e Joe Shuster. Ma pagina dopo pagina, Angie e/o Martin avranno a che fare con molti altri eroi, da Flash a Capitan Marvel, dall’Uomo Ragno alla Cosa, ma anche con Topolino, Paperino e Popeye, per citare solo i più noti, oltre che con grandi attori e personaggi assortiti – a cominciare da Walt Disney stesso – e a situazioni da grandi film e romanzi. Anche se il cameo più “chiccoso” è – a nostro modesto parere – quello di Blondie e Dagoberto, sia pure in un’unica vignetta, nelle prime pagine dell’albo.

Peccato che la trama non sia proprio immediatissima alla lettura (un po’ troppi elementi insieme?) e che qualche riferimento di satira politica cominci ad essere un po’ stantìo (il politico-“papi”? Ancora?), ma la lunga sequenza di siparietti è davvero irresistibile. E la trovata di questo Martin Mystère alternativo che vive le sue avventure surreali negli anni Trenta continua a funzionare (non a caso la Bonelli ha raccolto le prime di queste avventure in un apposito volume).
In più, i disegni sono appannaggio di Giancarlo Alessandrini: come dire che il BVZM gioca in casa.

sbam-speciale-MM-33-retroLo stesso Alessandrini ha disegnato (con Daniele Caluri) anche la seconda storia dell’albo, che si legge capovolgendo il volume che reca un’apposita contro-copertina: questa volta possiamo leggere un omaggio al trentennale del web, terreno ideale per Martin Mystère, da sempre all’avanguardia – tanto quanto il suo creatore – delle novità elettroniche: fu lui, ricordiamolo, il primo personaggio dei fumetti ad utilizzare un computer, nel 1982.

(Antonio Marangi)

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