Sbam28-coverLa “triade sarda”: quando si parla di Nathan Never si citano sempre i suoi creatori come fossero un’unica entità. Come se i loro nomi fossero una parola sola: meddaserraevigna, al secolo Michele Medda, Antonio Serra e Bepi Vigna. E infatti è stata proprio questa una delle curiosità che abbiamo voluto toglierci chiacchierando al telefono con lo stesso Vigna: trovate l’intervista completa – insieme a molto altro materiale sul nostro Agente Alfa preferito – sul nr. 28 di Sbam! Comics, scaricabile liberamente. Ve ne anticipiamo un estratto.

Da dove nasce la prima idea di Nathan Never?
Io, Antonio e Michele collaboravamo già con Bonelli da qualche tempo, dal 1986 circa. Nel 1989 pensammo di proporre una nuova serie, anche con una certa incoscienza, vista la nostra inesperienza all’epoca. Si trattava di una serie fantascientifica, visto che Bonelli non aveva già una serie del genere, ma anche perché noi ne eravamo appassionati, sia dal punto di vista cinematografico che letterario. La pensammo centrata su un singolo eroe, come da tradizione bonelliana, e guardammo bene Blade Runner e il cyberpunk, all’epoca di gran moda. Pensammo a racconti polizieschi, ma trasportati nel futuro. Approfittammo della presenza di Sergio Bonelli in vacanza a Porto Rotondo per proporgli il tutto e lui ci riconvocò a Milano. E così partimmo, con gli studi grafici di Castellini, il numero zero disegnato da Roberto De Angelis, e il successo che non ci aspettavamo, non di queste dimensioni, almeno. Ma se 25 anni dopo, sebbene con numeri diversi da quelli di allora, siamo ancora qui, qualcosa vorrà pur dire…

Parlavi di immaginare il mondo di oggi trasportato nel futuro. Operazione difficile: rileggendo oggi il numero 1 di Nathan Never, ad esempio, lo vediamo ad un certo punto fermarsi in un cabina del telefono, “evoluta” finché vuoi, ma una cabina, cosa che oggi fa un po’ ridere…
Sono le contraddizioni tipiche della fantascienza, in cui tutti gli autori del genere finiscono con l’incappare. Allora non potevamo immaginare i cellulari, ad esempio, e neanche i pc come sono oggi, e infatti i computer di Nathan avevano il tubo catodico. Per un po’ abbiamo ovviato a questo problema immaginando una passione… per il vintage. Oggi abbiamo più esperienza come autori, facciamo salti nel tempo più ampi…

sbam-nathan-never-1Parliamo di voi autori: il “trio dei sardi” è visto da sempre come un’unica entità tricefala. Ma c’è – o c’è stata – una divisione dei ruoli fra voi?
Non c’è mai stata una divisione di ruoli: bisogna considerare che vivevamo molto insieme, uscivamo, andavamo al cinema, ci scambiavamo le idee. Però poi ognuno ha scritto le sue cose da solo. Anche quelle firmate da tutti e tre erano in realtà storie pensate da uno solo di noi, su cui poi ci consultavamo, facevamo modifiche, ritocchi, e le firmavamo tutti. C’è da dire che siamo tre persone molto diverse, con tante cose in comune ma con formazione, gusti e interessi diversi. Io ad esempio amo da sempre il Fumetto franco-belga, che anche Antonio apprezza, ma lui è molto di più un lettore Marvel e di manga. Michele invece è più per il poliziesco. Questo ci ha aiutato a pensare ad un personaggio poliedrico, dalle varie sfaccettature, diverso da quegli eroi monolitici tutti d’un pezzo.

Veniamo all’oggi e ad Anno Zero, la miniserie che hai scritto e che è in corso di pubblicazione: cosa puoi dirci in merito? E che influenze avrà sulla continuity della serie regolare?
La miniserie è un esperimento: ciascuno di noi tre autori ha ripensato un Nathan Never più personale, rileggendolo oggi. I lettori vedranno così tre serie in successione, la mia è la prima proposta. Influenze? Spero ne abbia, vorrebbe dire che è stata apprezzata dal pubblico, ma vedrete che l’ultimissima vignetta dei sei albi sarà molto chiara e inserirà perfettamente la storia nella continuity di Nathan. Purtroppo ovviamente non posso anticiparvi nulla!

Domanda finale obbligatoria: cosa ci riserva il futuro di Nathan Never?
Siamo in un momento di passaggio, il pubblico sta cambiando, il Fumetto riguarda sempre più la libreria e sempre meno l’edicola. Non sappiamo cosa questo comporterà, non solo per Nathan, ma per tutto il sistema. Posso dirvi che stiamo lavorando a nuovi avvenimenti che riguarderanno strettamente il personaggio-Nathan Never, a differenza delle nostre grandi saghe del passato. Il tutto in un’ottica di semplificazione, con una selezione dei personaggi migliori, cui i lettori possano affezionarsi e in cui possano identificarsi. Staremo a vedere…

(Antonio Marangi)

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