Stiamo esaminando con calma i vari albi, anzi, i vari Nuovissimi albi Marvel, che stanno invadendo le edicole. Se volete (e vorrete) seguirci, ecco le nostre impressioni… (QUI la puntata precedente).

sbam-nuovissimo-StrangeLo ammetto: il Dottor Strange è uno dei miei personaggi Marvel preferiti. Capirete quindi come l’appuntamento con il primo numero della sua nuovissima serie fosse di quelli da segnare sul calendario (e poco male se, come successo ad un altro celeberrimo personaggio, il dottore è diventato nel frattempo… doctor).

Innanzitutto è bene evidenziare che l’evento è doppio, in quanto per la prima volta in Italia viene dedicata una serie regolare al Mago Supremo, dopo l’esperimento formato miniserie del 1995 (4 numeri più uno zero che conteneva, per sole 5.000 lirette, anche la ristampa del mitico UR Corno 1 con la prima apparizione di Strange). Una prima volta che coincide anche con il rilancio del personaggio negli USA, nuovamente titolare di testata (approfittando dell’imminente uscita del film) dopo una decina d’anni da “comprimario” in vari supergruppi, che ne avevano un po’ snaturato la figura; il tutto fino alla sua tragica fine, per mano del Dottor Destino, durante Secret Wars.

Questo primo numero (Dott… ehm, Doctor Strange 1, spillato, 64 pp. a colori, Panini Comics, giugno 2016, € 3,30) è, come tutti gli altri nuovissimi albi, ambientato 8 mesi dopo la ricostruzione dell’universo Marvel post Secret Wars: mesi durante i quali, evidentemente, il Mago Supremo è riuscito a tornare dall’aldilà (se mai c’era andato), ristabilendosi nel suo sancta sanctorum al 177 di Bleecker Street con il fidato Wong. Qui, il Nostro riceverà una visita inaspettata (ma sarà veramente così?), da parte della giovane Zelma Stanton, che ha un problema di quello che i “normali” dottori non riescono a risolvere: larve mentali, cresciute in testa alla fanciulla come pidocchi ma decisamente più ostiche da debellare. Come vedremo, non sarà così scontato che il nostro eroe riesca a scacciarle, nonostante il suo infinito potere…

Se dovessimo dare un voto in stile scuola all’albo, probabilmente gli appiopperemmo un bel 7+. Buonissimo infatti il lavoro di Jason Aaron, che recupera lo spirito dei bei tempi in cui il dottore era “solo” il mago supremo dell’universo Marvel, oltre che uno dei suoi oscuri “burattinai”, come mostrato negli ultimi anni. Queste prime due storie storie (tratte dai primi due numeri della serie USA) risultano ancor più godibili per il fatto di aver modernizzato il registro lessicale del personaggio, troppo spesso “rinchiuso” in una gabbia di aulicità che alla lunga appesantiva, a parere di chi scrive, anche le storie migliori. I dialoghi tra Wong e Strange, com’è ovvio tra due persone che si conoscono da molti anni, finalmente contemplano anche qualche battuta (che non stonano nel contesto del racconto e non snaturano le caratteristiche dei personaggi), riportandoci alla mente i siparietti Bruce Wayne / Alfred Pennyworth che ben conoscono i fan di vecchia data di Batman.

Buonissima anche la parte grafica, realizzata dal veterano Chris Bachalo (chine di Townsend, Vey e Irwin), che si ispira decisamente alle tavole visionarie e allucinogene di Steve Ditko, personalizzandole quanto basta; ovviamente (questa è l’unica controindicazione) bisogna un po’ farci l’occhio, perché il buon Bachalo ha fama di complicare anche le vignette più semplici…
Appuntamento tra un mese, quando un’altra figura “magica” salirà a bordo del secondo numero di questo mensile a far compagnia al dottore. Se non sapete chi è vi diamo un indizio: ha un fratello velocissimo…

(Roberto Orzetti)

 

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