Non sapevamo bene cosa aspettarci dal secondo numero di Paperi: il primo (di cui parlavamo QUI) era stato talmente “forte” da convincerci a comprare il seguito a scatola chiusa (cosa non scontata per molte serie) per vedere fin dove i gemelli Marco e Giulio Rincione si sarebbero spinti.

PAPERI-2Così eccoci qua, a parlare di un altro cittadino della versione “brutta e cattiva” di Paperopoli: PaperPaolo, che per assonanza non può non ricordarci il papero più famoso di tutti, quel Paolino amato da grandi e piccini. Le somiglianze, però, si fermano lì. Così come nel precedente episodio, anche qui la storia contenuta nell’albo è solo un pretesto per consentire al protagonista di raccontarsi ai lettori, mettendosi a nudo e facendoci scoprire il lato buio che ognuno può celare dentro di sé. Mentre per il cugino PaperUgo questa “oscurità” aveva le fattezze dalla depressione, lui è tormentato da qualcosa di diverso, ma non meno pauroso.
Per saperne di più, noi della Sbam-redazione abbiamo quindi fatto due chiacchiere con gli autori di Paperi (edito da Shockdom, 32 pp a colori, € 3,00).
La versione completa di questa intervista è leggibile sul nr. 27 di Sbam! Comics, la nostra rivista digitale che potete scaricare liberamente da QUI.
Ve ne anticipiamo un estratto.

La prima domanda è d’obbligo: quando è nata l’idea di Paperi?
Giulio: Parto col dire che una parte di me ha sempre amato disegnare i paperi, anche se non secondo i canoni e gli standard classici. L’idea nasce nel settembre del 2015, quando inizio a pubblicare su Facebook alcuni disegni raffiguranti dei paperi, caricati però di tutto il malessere e le insicurezze umane. Il riscontro più che positivo del pubblico mi lascia esterrefatto. Decido quindi di imbastire un progetto che preveda dei paperi come protagonisti…

Quale legame c’è tra i “vostri” paperi e quelli del mondo Disney?
Marco: Nessuno. Sono personaggi completamente inventati, e la somiglianza è solo apparente.
Giulio: Oggi non puoi disegnare dei paperi senza che questi non abbiano un riferimento con i più famosi esponenti pennuti del mondo del Fumetto, che siano quelli di Disney, Daffy Duck o Howard the Duck. Del resto, i paperi del fumetto si somigliano un po’ tutti. Mi piace pensare che questi siano i “paperi Rincione”, ma che – in quanto paperi – siano comunque dei cugini sfigati dei paperi più famosi del fumetto mondiale.

PaperUgo affronta un tema forte, quello della depressione, e lo fa con un occhio quasi “scientifico” per quanto è preciso nel descrivere i sentimenti di un soggetto affetto da questa patologia: come vi siete approcciati all’argomento prima di iniziare a scrivere la storia?
Marco: Ho avuto cura di consultare un manuale diagnostico dei disturbi psichiatrici, quindi ho intervistato persone di mia conoscenza passate attraverso il buio tunnel della depressione. I testi sono il frutto di questa ricerca, anche se ho dovuto modificarli un po’ per renderli più gradevolmente accessibili al lettore.

paperi-2-immaCosa vuol dire lavorare fianco a fianco sulla stessa storia con il proprio fratello gemello?
Marco: Significa lavorare al massimo delle proprie capacità. La sincerità tra noi due è estrema, la critica non ha possibilità di nascondersi: entrambi siamo motivati a dare il meglio.
Giulio: Per me significa non dovermi preoccupare della storia. Do massima fiducia a Marco e so che lui scriverà esattamente ciò che avrei voluto scrivere io, solo che lo farà meglio di quanto non avrei potuto fare io.

Abbiamo parlato di PaperPaolo, il secondo capitolo della trilogia fresco di uscita: avrà un prosieguo questa saga o si esaurirà nei tre numeri programmati?
Marco: Saranno tre numeri, cui seguirà un volume unico (con qualche sorpresa). Penso che la cosa si fermerà qui.
Giulio: La cosa peggiore che si possa augurare ad un progetto narrativo è che questo si trasformi nel tempo in una minestra riscaldata, giusto per far due soldi. Tre episodi erano e tre episodi rimarranno. C’è tanto altro che merita di essere raccontato.

(Roberto Orzetti)

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