Gli spoiler sono una brutta cosa, ebbene sì. Suscitano ira funesta in chi lo subisce e solleticano il gusto sadico di chi vuole farlo. Leggendario l’antico aneddoto dell’ingenuo avventore di un cinemino di periferia che – uscendo dalla sala dopo la visione de Il Nome della Rosa e incrociando la folla degli spettatori che attendevano di poter entrare – esclamò a gran voce: «Incredibile, non avrei mai pensato che l’assassino è il cieco!», rischiando il linciaggio.

Ebbene, in questi giorni lo spoilerone che imperversa in Rete è quello relativo a Capitan America: sull’albo uscito ieri, 25 maggio 2016, negli Usa, ricompare – come ampiamente previsto e annunciato – il “vero” Cap, ovvero Steve Rogers, non più invecchiato per la perdita del siero del super-soldato, come lo vediamo sugli albi in edicola in questo periodo. Non ci vuole un genio per capire, dunque, che lo stesso siero deve essere tornato al suo posto, nelle vene del prode Vendicatore, che quindi torna a correre sicuro e impettito verso il nemico di turno, sebbene armato di un improbabilissimo scudo triangolare (quello “vero” è ormai appannaggio di Capifalcon America).

Cap-hydraMa – ed ecco lo SPOILER, quindi se volete piantate qui la lettura – con una grossa novità. Con ardita opera di rilettura di fatto dell’intera saga del personaggio, il Nostro pronuncia con piglio cupo «Hail Hydra!». Orrore orrore, Cap un agente dell’organizzazione sovversiva che invece da sempre combatte, sui comics come sul grande schermo? Sicuramente è un falso, un Cap di dimensioni parallele, un impostore, un LMD, un androide, un cosplayer pazzo!
Nein! Tom Brevoort, l’editor della Marvel in persona, conferma trattarsi proprio di lui, di Steve Rogers, di colui che ragazzino affrontò la prova del dottor Erskine e che da allora combatte tutti i cattivacci del mondo, dai nazisti in poi.
Peggio: è lui che DA SEMPRE combatte PER l’Hydra, simulando da oltre settant’anni (!) l’identità che tutti conosciamo.

Nick Spencer e Jesus Saiz sono gli artefici di questa storia che se fosse confermata rivolterebbe come un guanto l’intera concezione della storia Marvel, molto più di quanto fatto dal dottor Destino su Battleworld…

Con tutti i dubbi del caso, non avendo ancora letto e visto nulla, c’è sicuramente da chiedersi why, p’cché di quando in quando si senta questa necessità di scarabattolare saghe ormai storiche e consolidate nell’immaginario collettivo. Davvero, cara Casa “delle idee” (appunto), non si può inventare niente di meglio per cercare ritorni pubblicitari?

(Domenico Marinelli)