Difficile ricordare un altro caso di fumetto tanto chiacchierato, anche se per motivi soprattutto extra-fumettistici.
Noi di Sbam! abbiamo volutamente aspettato un po’ per parlarne, lasciando decantare le polemiche successive all'”assalto” (?) allo stand di Shockdom al recente Romics (episodio – almeno inizialmente – decisamente sovradimensionato) e concentrandoci sull’aspetto fumettistico.

qvando-cera-lvi-coverEcco dunque in edicola Quando c’era Lui (aprile 2016, trimestrale, 32 pp a colori, € 3,00), edito appunto da Shockdom, primo numero di una serie di quattro.

La storia è ambientata ai giorni nostri, e vede protagonisti tre ragazzi che hanno un sogno: far risorgere Benito Mussolini, per ridare al popolo italiano – ma soprattutto a loro stessi – una nuova guida. Idea difficile da condurre a qualcosa di concreto finché non si trova (a) personale esperto e altamente qualificato e (b) soldi per finanziare il progetto.
Per risolvere il primo problema interviene l’ex (molto ex) ufficiale SS Heinz Krauler, esperto (a detta sua) in materia; per il secondo, ci si affida ad un metodo… decisamente più moderno.
Il risultato, però, susciterà più di una perplessità…

Al netto delle convinzioni politiche di ciascuno, accostarsi a questo fumetto e parlarne in termini di critica fumettistica è comunque possibilissimo, se lo si affronta per quello che è: un’opera di satira, che, dissacrando senza infastidire, risulta comunque più leggera (forse più divertente?) rispetto ad altre opere attuali più titolate. Tante le citazioni, fumettistiche (l’ “ufficialen” Krauler, che, per come parla, non può non ricordarci le mitiche Sturmtruppen di Bonvi) e anche cinematografiche (i tre ragazzi in azione nel cimitero ci ricordano tanto Gene Wilder e Marty Feldman in Frankenstein Junior).

sbam-Stefano-AntonucciCon i colori di Mario Perrotta, i testi sono di Daniele Fabbri (che è anche autore di testi teatrali e attore comico), i disegni di Stefano Antonucci (nella foto), team già all’opera su Gesù la Trilogia e V for Vangelo, altri titoli che hanno suscitato qualche discussione visto il “personaggio” utilizzato.

(Renato Giovanelli)