C’era una volta un cadavere, quello della giovane Zéphirine… Bella, talmente bella da non sembrare quasi vera, specie in un paesino di provincia in cui tutto è talmente monotono che l’unico momento di vitalità è rappresentato dalla messa domenicale.
Il paesino in questione è Boisbonnard, un piccolo borgo francese, e siamo nel 1921: l’anno in cui una tragedia cambia tutto, per Zéphirine e per il resto degli abitanti del paesello.

sbam-storie-boisbonnardQueste le premesse di Le nebbie di Boisbonnard, 43.mo appuntamento con la collana le Storie (Sergio Bonelli Editore, aprile 2016, 96 pp. in b/n, € 3,80, ), che ci riporta ai primi del ‘900 in quegli scenari tanto cari al commissario Maigret ed ai romanzi (per citare qualcuno di più contemporaneo) di Claude Iznér.

Il protagonista della storia è un ex gendarme in congedo, che, 18 anni prima (nel 1921, appunto), si trova ad indagare su un terribile omicidio commesso ai danni di una giovane fanciulla, la classica ragazza della porta accanto amata da tutto il paese: Zéprhirine Drouhin. Per la polizia, il colpevole è già bello che pronto: un povero derelitto, muto ed analfabeta, innamorato “a modo suo” della ragazza… il criminale perfetto, per far fare bella figura alle forze dell’ordine e, soprattutto, scacciare i sospetti dal vero sospettato numero uno, l’ombroso ex ministro Lucien Brossard che risiede poco fuori dal paese.

Sembra la trama di una classica puntata de La Signora in Giallo, con il nostro gendarme (di cui non sapremo il nome) a tentare di superare un muro di omertà e silenzio (sia quello dei “piani alti” della polizia, sia quello degli abitanti del paese, che vogliono a tutti i costi ritornare alla propria vita) per arrivare alla verità, che non sarà quella che tutti ci aspettiamo.
Il racconto riprende tantissimi dogmi del romanzo giallo classico, condito da una buona dose di thrilling che non si perde nonostante gli autori cerchino in ogni modo, di “rallentare” l’azione, scandendola a colpi di flashback: ma non esultate troppo, non vi serviranno a beccare l’assassino.

A condurci a Boisbonnard troviamo due autori dal curriculum diametralmente opposto: ai testi Fabrizio Accatino, giornalista-scrittore già alla sua terza presenza su le Storie (e, se il trend è questo, ci auguriamo di vederlo sempre più spesso all’opera); ai disegni l’ottima esordiente Eleonora Dea Nanni, che, grazie al suo tratto molto retrò (che in alcune inquadrature ci ricorda l’Enzo Facciolo dei primissimi Diabolik) ci fa “assaporare” il freddo e la bruma della pianura francese, provocandoci anche, ogni tanto, qualche brivido.

Lo Sbam-giudizio è positivo: Le nebbie di Boisbonnard è un ottimo racconto sotto ogni punto di vista, che vale i quattrini spesi e la cui trama non mostra “segni di cedimento” nemmeno sul finale, vero tallone d’achille di alcuni numeri passati.
Per com’è concepita, la storia non dovrebbe avere un seguito (al contrario del buon Mercurio Loi, che invece dovrebbe tornare). Però a Boisbonnard non tutto è come sembra, quindi chissà che non…

(Roberto Orzetti)