Un po’ Ocean’s Eleven e un po’ Ghostbusters, un po’ horror, ma con ampi tratti di grottesco, un po’ giallo, con qualche spruzzatina (minima) di splatter. E all’inizio sembra pure un dramma carcerario.
Ghosted_01_coverC’è davvero di tutto in Ghosted, uno dei tanti titoli della scuderia Skybound che saldaPress sta proponendo tra le lande dello Stivale. E anche in questo caso lo fa nella doppia versione, quella libraria – già in vendita da qualche tempo – e quella in albo da edicola, come ampiamente sperimentato con molti titoli, da The Walking Dead al più recente caso di Manifest Destiny.

Ed è proprio con l’albo di esordio di Ghosted (bimestrale, nr. 1, aprile 2016, 48 pp a colori, € 3,30), che facciamo la conoscenza del carcerato Jackson T. Winters. È impegnatissimo a barcamenarsi tra i compagni di prigionia, i secondini e il duro lavoro del penitenziario, ma poi arriva la bella Anderson Lake che ha l’incarico di liberarlo, costi quel che costi. E lei, con un’azione degna di un mix tra il Punitore e la Vedova Nera (pare che le rimescolanze siano un punto fermo di questo fumetto), esegue l’ordine.
Dietro di lei, il ricchissimo collezionista – rigorosamente con pochi scrupoli – Markus Schrecken, che vuole assolutamente affidare a Winters un compito che, pare, solo lui è in grado di assolvere: catturare un fantasma, un vero fantasma, l’unico pezzo mancante alla sua incredibile raccolta di oggetti sovrannaturali. La misteriosa Villa Trask, da tutti ritenuta una casa infestata, sembra proprio fare al caso…

Comincia così la vicenda di Winters e della sua squadra, un team quanto mai eterogeneo, sulle tracce di un qualche spettro. Forse nemmeno lui, il buon Jackson, crede a quello che sta facendo, ma sull’impegno con cui si mette al lavoro nessuno può avere nulla da eccepire…
La strada per il successo – o per il fallimento – sarà certamente lunga e tortuosa, ma per ora possiamo leggere solo i primi due episodi della saga, raccolti in questo albo. Per il seguito tocca aspettare un paio di mesi.

I testi sono di Joshua Williamson – autore anche di Birthright e Nailbiter – che, come dicevamo, mescola sapientemente horror e umorismo, dando un bel tocco di originalità a temi pur già molto sfruttati. I suoi personaggi sono tanti, ma tutti ben posizionati sul palcoscenico. I suoi fantasmi – brillantemente resi dal tratto grottesco di Goran Sudzuka (Y: The Last Man, Hellblazer, Outlaw Nation…), divertono più che spaventare. Almeno per ora…

(Domenico Marinelli)

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