Da quando i social hanno invaso le nostre case, capita sempre più spesso che gli artisti di tutti i campi decidano di “lanciarsi” nel web, pubblicizzando (a costo zero e impatto mille) il proprio prodotto, e facendosi conoscere a platee che per mille e una ragione non si sarebbe riusciti a raggiungere. Anche nei fumetti è così (e noi di Sbam siamo molto attenti al mondo dei webcomics, come avrete notato dall’ultimo numero della nostra rivista digitale… Come? Non l’avete ancora scaricato??!! Accorrete lesti! È free!).
E se in alcuni casi l’approdo alla Nona Arte è figlio di un percorso intrapreso su altre strade (vedi Sio), ci sono casi in cui il medium “Fumetto” è punto di partenza e di arrivo: è il caso dei fratelli Marco e Giulio Rincione, questo mese in fumetteria – dopo diversi “assaggini” in rete – con Paperi (n. 1, PaperUgo, febbraio 2016, 32 pagg., colore, spillato, Shockdom, € 3,00,).

Sbam-PAPERIUn prodotto nuovo (sotto tutti i punti di vista) e “forte” al punto giusto, tanto da giustificare il bollino rosso in quarta di copertina. Infatti, prima di iniziare la lettura dell’albo è bene tenere a mente che in Paperi non si ride, nonostante il protagonista, PaperUgo, ricordi moltissimo una delle figure più importanti di un certo, ben noto, universo fumettistico.

In Paperi si parla di maschere, ma non quelle rassicuranti dei supereroi, bensì quelle reali, come quella che il nostro “eroe” indossa per far divertire il pubblico quando è nei panni dell’altro; fuori dal set però, spogliatosi del ruolo del buffone combinaguai, PaperUgo è una figura che nasconde un profondissimo male di vivere, ben celato sotto il buffo cappello, la pettinatura improponibile ed un paio di lenti a contatto sgargianti. Il dramma della depressione è qui elevato ai suoi massimi livelli, con il protagonista che vuole fuggire da tutto e da tutti per rifugiarsi (inutilmente) a casa propria, senza nemmeno lì trovare la pace. In PaperUgo vivono distinte due personalità: l’attore comico, al centro dell’attenzione in quanto costrettovi dal suo ruolo, e l’uomo sotto la maschera, che vede quell’attenzione come un insostenibile peso da cui fuggire. Ma fuggire serve davvero a qualcosa in questi casi?

Come tutte le opere, Paperi è passibile delle più varie opinioni, ma una cosa è certa: non lascia indifferenti. Lo scrittore Marco Rincione riesce a definire in poche pagine la complessa psicologia del protagonista, tanto triste e spento rispetto al suo altro da sembrare un personaggio diverso. Il fratello Giulio (alias Batawp, fondatore del collettivo artistico Pee Show e già autore di Noumeno e Paranoiæ, sempre per Shockdom), invece, dipinge la storia come se ogni vignetta fossero tanti piccoli quadri, dalla notevolissima forza espressiva.

Forse per assegnare a Paperi la nostra coccarda SSGF (Signore e Signori, questo è Grande Fumetto) conviene aspettare il secondo numero (il cui protagonista sarà un altro papero, ancor più famoso di quello presente in questo albo)… Però vi assicuriamo che è in odore di nomination.

Lettura consigliata per tutti i lettori di fumetti che bambini, purtroppo, non sono più.

(Roberto Orzetti)