Jim Starlin – Jim Aparo – Mike DeCarlo, Batman: Una Morte in Famiglia, Collana DC Best 1, 144 pp a colori, RW Lion 2015, € 5,95

Quando lessi per la prima volta questa storia avevo 11 anni, e conoscevo Batman solo grazie al primo film di Tim Burton e al leggendario serial televisivo con protagonisti Adam West e Burt Ward: capirete quindi lo sconcerto, quando arrivai al finale e scoprii che uno dei protagonisti ci aveva lasciato le penne per davvero, e che nessun trucco era stato perpetrato ai danni del cattivone di turno come nei telefilm.

Era tutto. Dannatamente. Vero.

batman_morte_in_famiglia_coverSiamo nel 1988: il mondo di Batman è stato completamente rivoluzionato dalle opere di Frank Miller (Year One e Dark Knight) e Alan Moore (The Killing Joke), che hanno svecchiato il personaggio ed incupito in maniera vistosa le trame.
Il quarto tassello della rinascita editoriale di Bats passò per le mani di due Jim: Starlin, scrittore già esperto di trapassi celebri (vedi Capitan Marvel) e Aparo, disegnatore dal tratto morbido e pulito che caratterizzò graficamente il nostro eroe per quasi un ventennio. Questi due signori, al timone della serie Batman sul finire degli anni ‘80, realizzarono la storia intitolata Una Morte in Famiglia, che oggi Lion Comics ha riproposto in volume in versione restaurata. Un racconto passato alla storia per due ragioni: innanzitutto, perché si disse addio ad uno dei principali protagonisti della serie; poi, perché per la prima (ed unica) volta, la sorte del tapino fu decisa dai lettori: Starlin infatti aveva preparato due finali diametralmente opposti, e fu solo per il voto di una manciata di lettori che il pollice fu rivolto verso il basso (anche se ci fu chi gridò al gomblotto, visto che comunque nel Dark Knight di Miller – due anni prima – già si sapeva cosa sarebbe successo a quel personaggio).

I protagonisti di questa tragedia sono, oltre al Pipistrellone, il suo fido scudiero Robin (alias Jason Todd, subentrato a Dick Grayson) e il loro più acerrimo nemico, il Joker (fresco fresco d’evasione dopo gli infausti eventi di The Killing Joke): se la storia fosse uscita qualche anno prima, il Dinamico Duo sarebbe andato a caccia del criminale, che dopo un po’ di indagini e qualche scazzottata sarebbe ritornato lesto ad Arkham. Stavolta non accadrà nulla di tutto ciò…

Robin si tira fuori subito dalla mischia: messo in stand-by dopo l’ennesima insubordinazione (ricordiamo che Jason si rivelò fin da subito un Robin decisamente più ribelle del suo predecessore, complice anche un’infanzia turbolenta), e venuto a conoscenza del fatto che la donna che l’aveva cresciuto non era in realtà la sua madre biologica, decide di partire alla ricerca della ignota genitrice.
Con Bruce si reincontreranno, per puro caso, a Beirut: Jason è infatti sulle tracce del primo dei tre nominativi papabili, mentre Batman è a caccia del Joker, trasferitosi in medioriente per cercare di raggranellare dollari vendendo un missile cruise (all’epoca non c’era eBay…). Le loro indagini si uniranno per una mera casualità, con il destino dei tre protagonisti intrecciato a quello della vera madre del ragazzo, che li attende, dopo diverse peripezie, in Etiopia.

batman-morte-famigliaDire quello che accadrà dopo sarebbe ovviamente spoiler, e quindi ci fermiamo, nell’eventualità – per quanto remota tra noi fumettomaniaci – che qualcuno non conosca ancora questa storia (anche se la Lion ci ha messo del suo per rovinare la sorpresa, con una copertina azzeccatissima, per altro identica a quella delle precedenti edizioni Play Press e Planeta…): vi diciamo solo che entreranno in gioco altri due personaggi molto importanti, uno fumettistico (Superman), l’altro tristemente reale (l’ayatollah Khomeini); la politica, dopo la ristrutturazione milleriana (e complice anche il periodo storico), comincia ad entrare anche nel mondo dei fumetti.

Una Morte in Famiglia, pur senza essere un capolavoro della storia dei comics (anche se si legge ancora molto bene) e pur senza avere quel fascino che le opere più autoriali hanno tra i lettori odierni (vuoi per la sua serialità, vuoi per la estrema classicità del tratto di Aparo, decisamente poco “sperimentale” rispetto ad altri autori dell’epoca), rappresenta un tassello imprescindibile nell’evoluzione di Batman e del Joker, che da qui in poi cambieranno modo di agire e di pensare e perderanno quell’ultima traccia di camp che ancora conservavano: la locuzione nulla sarà più come prima, in questo caso, è perfettamente calzante.

Chiudiamo con una nota editoriale. La storia originale è tratta da Batman nnr. 426-429 ed ha conosciuto diverse edizioni: la prima è targata Glénat Italia (nnr. 12-14 del quindicinale), cui ha fatto seguito una prima ristampa in volume della Play Press (2004), una seconda targata Planeta nel quinto numero della collana Batman: La Leggenda (2008) ed una terza targata Lion, in spillati venduti solo in fumetteria nel 2013. Edizioni non proprio semplici da reperire, motivo in più per consigliare questa collana (il piano dell’opera lo trovate qui), ottima anche come rapporto qualità/prezzo.

(Roberto Orzetti)