Joe Hill – Gabriel Rodriguez, Locke & Key vol. 6 – Alpha & Omega, 192 pp a colori, Magic Press 2016, € 18,00

Dopo un’attesa fastidiosamente (e incomprensibilmente) prolungata, Magic Press porta finalmente in libreria il sesto e conclusivo volume di Locke & Key, sontuosa saga horror-fantasy scritta da Joe Hill e illustrata da Gabriel Rodriguez.

Dove eravamo rimasti? Ah, sì, dopo aver consumato due intere esistenze ed essersi lasciato alle spalle un bel po’ di cadaveri, Lucas “Dodge” Caravaggio ha infine messo le mani sull’oggetto del suo desiderio: la chiave che gli permetterà di aprire la Porta Nera, consentendo ai demoni che abitano dall’altra parte di sciamare nella nostra realtà. Ancora una volta, tocca ai membri della famiglia Locke e ai loro amici tentare di fermarlo: cosa resa ancora più complicata dal fatto che Dodge si è impossessato del corpo del piccolo Bode e ora indossa la potentissima Corona delle ombre. La notte del ballo di fine anno, nelle caverne che si dipanano sotto Keyhouse (le stesse dove tutto ebbe inizio, tanto tempo prima), si consuma la resa dei conti. Che non sarà indolore: qualcuno morirà, qualcuno tornerà dalla morte, tutti ne usciranno cambiati per sempre…

locke-e-keyDiciamo subito, a scanso di equivoci, che valeva la pena di aspettare tutti questi mesi: Alpha & Omega si dimostra infatti all’altezza dei precedenti cicli narrativi di Locke & Key, portando a compimento in modo credibile e coerente le trame sviluppate fin qui e accompagnando per mano il lettore fino allo struggente, bellissimo epilogo.
Una conclusione degna, insomma, per una delle serie americane più interessanti dell’ultimo decennio. Capace, episodio dopo episodio, di spazzare via i dubbi di chi all’inizio aveva storto il naso di fronte all’autore: quasi che il fatto di essere figlio di Stephen King (Joe Hill, per chi non lo sapesse, è il nome d’arte di Joe Hillstrom King, legittimo erede del re del brivido) facesse automaticamente di lui un “raccomandato” di cui diffidare. E invece Joe, che già peraltro aveva dato prova di saper camminare sulle proprie gambe sfornando una serie di romanzi best seller, ha dimostrato di maneggiare egregiamente anche i meccanismi narrativi del medium fumetto, creando una storia horror che è anche (soprattutto) una grande saga familiare, in cui ciascuno dei membri del clan Locke trova il proprio spazio e la propria naturale evoluzione psicologica.
A cominciare, ovviamente, dai tre figli Tyler, Kinsey e Bode, veri protagonisti di quello che rimane comunque un racconto corale. E qui, va detto, Hill dimostra di aver appreso al meglio la lezione di papà Stephen, capace come nessuno di narrare l’orrore dal punto di vista dei bambini. O, cosa ancora più difficile, di un adolescente come Tyler, sospeso tra le suggestioni dell’infanzia e la concretezza della vita adulta.

Ma, va da sé, Locke & Key non sarebbe il capolavoro che è se non fosse per la perfetta alchimia creatasi tra i testi di Hill e le matite (e le chine) del cileno Gabriel Rodriguez, a tutti gli effetti co-creatore della serie. Uno che l’horror lo sa maneggiare (vedi, per referenze, Clive Barker’s The Great and Secret Show e George Romero’s Land of the Dead) e che qui fornisce una prova superlativa, fatta di tratti solidi, inchiostrature spesse e volumetriche, e di una cura maniacale per i dettagli e le ambientazioni. Il tutto senza rinunciare qua e là a sfizi cartooneschi che, però, non vanno mai a scapito del realismo e della tridimensionalità dei personaggi.

Ecco, questo è uno di quei casi in cui dire “acquisto consigliato” è perfino poco. “Acquisto obbligato”, forse, suona meglio.

(Marco De Rosa)

Post correlati