L’universo Marvel che conosciamo non esiste più, resta solo Battleworld! Questo roboante annuncio ha fatto, nell’arco di qualche mese, il giro del mondo (fumettistico e non), ed ora che siamo giunti al terzo numero di Secret Wars tutti noi lettori stiamo iniziando a capire la reale portata dell’evento in corso, che sembra (ma il condizionale è d’obbligo) decisamente più rivoluzionario rispetto a tante maxisaghe passate.
Quel che ancora non è chiarissimo è che fine abbiano fatto gli eroi che tutti conoscevamo, in questo mondo così simile ma così diverso da quello che amato finora. Un mondo in cui Destino non è solo il padrone incontrastato, ma addirittura il Dio supremo; un mondo in cui il Dottor Strange è il suo fedelissimo secondo e giudice supremo dell’intero pianeta; un mondo, inoltre, in cui la sicurezza è garantita dai Thors, corpo di guardia formato da tutti coloro che sono degni di sollevare un famoso martello e che risponde solo a Destino. Ed è su quest’ultimo aspetto che qui ci concentriamo, sfogliando il primo albo della serie (corrispondente a Thor 202, gennaio 2016, 48 pp., Panini Comics, € 2,90).

sbam_thors_1I membri di questa super squadra di dei del tuono sono decisamente volti noti, seppure con nomi diversi: noi marvelliani doc riconosciamo infatti senza difficoltà Beta Ray Bill (che qui opera con il nome di Stormbeaker Ray, ispirandosi al nome del suo martello), la mutante Tempesta (Stormborn), una versione asgardiana di Groot (facilmente identificabile) e, guest star assoluta, il ranocchio Throg, di simonsoniana memoria. I fan di Asgard più incalliti noteranno subito la mancanza di Red Norvell, il Thor dai capelli rossi, che pare esser stato dimenticato, mentre è interessante notare come il caro, vecchio Thor – quello vero – non sia presente, quantomeno di nome. Anche se c’è un Thor biondo e barbuto (e con un certo carisma) che lo ricorda tanto…

In questa prima avventura i “nostri” eroi sono alle prese con un maniaco omicida, che ha già fatto fuori cinque donne e che non sembra volersi fermare: un caso complicato, di quelli in grado di far saltare le carriere (e non solo) in caso di fallimento… insomma, un caso supremo.

Un numero d’esordio niente male per questa miniserie, firmata da Jason Aaron (storia), Chris Sprouse (matite) e Karl Story (chine), che parrebbe essere – visto anche il ruolo cardine dei Thors nelle gerarchie Doomgardiane – un tassello fondamentale nel complesso mosaico di Secret Wars.

Completa l’albo l’ultimo episodio di Loki Agent of Asgard, ambientato ancora nel “vecchio” universo Marvel, che racconta le ultime vicende degli asgardiani prima del collasso del multiverso (storia di Al Ewing, disegni di Lee Garbett).

(Roberto Orzetti)