Come chiunque non abbia trascorso gli ultimi mesi in un’altra galassia sa bene, il Marvel Universe non esiste più. Al suo posto c’è un pianeta tutto nuovo chiamato Battleworld, che l’incommensurabile potere di Victor Von Doom ha creato assemblando frammenti di diversi mondi ormai distrutti del fu Multiverso.

È Secret Wars, bellezza: l’evento più cataclismatico nei 75 anni di storia della Casa delle Idee. E mentre sulla serie portante ne seguiamo ogni 15 giorni la trama principale (e nel terzo numero attualmente in edicola non mancano le sorprese, compreso il disvelarsi di alcuni sopravvissuti eccellenti all’apocalisse), anche gran parte delle testate Marvel edite da Panini Comics si adegua al momento solenne, lasciando spazio a miniserie ambientate nella peculiare realtà di Secret Wars, grazie alle quali è possibile approfondire la conoscenza dei molti reami di cui si compone Battleworld, dei rapporti che li legano e degli eroi che li abitano.

Tra le uscite di questa prima settimana del “nuovo corso”, a catturare l’attenzione del vostro umile Sbam-redattore sono stati in particolare due albi che, fin dalla testata, rievocano altrettante famose saghe del passato.

Civil-War_Iron-Man-1Il primo è Iron Man presenta: Civil War nr. 1 (64 pp., € 3,30), ambientato in un dominio, la Zona di Guerra, in cui la celeberrima Guerra Civile tra supereroi narrata a suo tempo da Mark Millar non è mai finita. Anzi, per rendere ancora più chiaro il concetto, il regno si trova diviso in due: la zona chiamata Ferro, dove governa Iron Man, e quella conosciuta come Blu, dove invece regna Capitan America. Qualcuno, però, crede che nonostante tutto la pace sia ancora possibile: Miriam Sharpe, madre di uno dei bimbi morti a Stamford nell’esplosione che di fatto diede il via alla guerra, convoca i due litiganti per un incontro che dovrebbe sancire finalmente la fine delle ostilità. E invece…

Davvero un bel lavoro quello di Charles Soule, non a caso sceneggiatore in grande ascesa, che riesce nel compito più difficile per chi si confronta con una storia che… ha fatto la storia: rispettare l’originale, recuperarne efficacemente il mood di fondo e, nel contempo, espanderlo lungo nuovi sentieri narrativi. Plauso pieno, ma questa non è una sorpresa, pure per le matite di Leinil Francis Yu, uno di quegli artisti che si fanno riconoscere anche al buio per l’originalità del tratto e la potenza espressiva delle tavole.

Peccato solo per la seconda storia dell’albo, che finisce per abbassarne un po’ il livello complessivo: l’Armor Wars di James Robinson, infatti, risulta poco più che un insipido riempitivo dal vago sentore steampunk. E alla fine, nelle vicende del barone Tony Stark, di suo fratello Arno e dell’inquietante distopia del reame di Tecnopoli, ciò che rimane più impressa è forse la buona prova del disegnatore Marcio Takara.

House-of-M_1Tutt’altro clima si respira invece tra le pagine della seconda uscita che vi segnaliamo, Incredibili Avengers presenta: House of M nr. 1 (72 pp., € 3,50). Come nell’evento da cui prende il nome, pubblicato tra il 2005 e il 2006, la storia d’apertura ci proietta in una realtà (la Monarchia di M) in cui i mutanti hanno preso il sopravvento e dove re Magnus regna incontrastato, ben supportato dal potere “deterrente” delle Sentinelle. La residua resistenza, incarnata da un pugno di supereroi, si concentra nel quartiere umano di Genosha attorno a Luke Cage e ha il suo bel daffare per sottrarsi alle attenzioni della Guardia Rossa, capitanata da Wolverine. Intanto, a palazzo, seguiamo le vicende della famiglia reale: oltre al sovrano, i suoi figli Wanda (alle prese con le bravate dei “nipoti imperiali” Wiccan e Speed), Lorna e Pietro. E proprio a quest’ultimo, viene affidato dal padre un compito delicato: trattare la pace con Namor, il sovrano di Atlantide…

Dennis Hopeless, scrittore che abbiamo amato per serial come Avengers Arena e Avengers Undercover, firma una storia ricca di brio e di ironia (praticamente, i suoi marchi di fabbrica), in cui si fa apprezzare anche un tocco d’Italia grazie alle matite del palermitano Marco Failla.

Ma se il primo episodio è gradevole, il top dell’albo arriva subito dopo. Runaways (by Noelle Stevenson & Sanford Greene) si rivela un gioiellino di leggerezza, una teen comedy frizzantina ambientata tra i banchi dell’Istituto Victor Von Doom per Giovani Dotati, la scuola che seleziona i ragazzi destinati a entrare a far parte dell’Èlite di Destino. E se l’intro nell’aula di punizione ricorda (volontariamente?) un film cult come Breakfast Club, non mancano rivalità tra studenti, la gang femminile con giubbotto d’ordinanza (guidata da Jubilee), il nerd occhialuto (Amadeus Cho) e la preside severa, la cui identità viene rivelata solo nell’ultima pagina…

A chiudere l’albo, un passo indietro (a livello cronologico, non certo qualitativo) con Gli ultimi giorni di Ms Marvel, capitolo conclusivo della bella serie di G. Willow Wilson e Adrian Alphona che vede la giovanissima Kamala alle prese con gli istanti immediatamente precedenti all’Incursione che avrebbe segnato la distruzione del nostro pianeta. Ma affrontare la fine del mondo a 14 anni è difficile; e farlo con il cuore spezzato per il tradimento dell’Inumano di cui ti eri invaghita è praticamente impossibile…

Appuntamento a settimana prossima con altre segnalazioni, direttamente dal corrusco mondo di Battleworld e Secret Wars!

(Marco De Rosa)