Le serie storiche del Fumetto abbinate alla Gazzetta dello Sport non fanno più notizia: questa volta la rosea ha recuperato uno dei più grandi classici della bédé: Dal 30 dicembre, infatti, troveremo in edicola il primo albo della collana dedicata a Blake e Mortimer, i personaggi di Edgar P. Jacobs.

blake-mortimer-gazzettaLa prima uscita – prevista per il 30 dicembre – sarà  Il Bastone di Plutarco, in vendita al prezzo promozionale di 1 euro.

Le avventure di Blake e Mortimer cominciarono nel 1946 sulla rivista Tintin: «I misteri archeologici, gli intrighi spionistici, i viaggi nel tempo e la minaccia di una nuova guerra mondiale sono i temi dominanti delle splendide avventure vissute dal capitano Francis Blake (già nella RAF, poi nel servizio segreto britannico) in compagnia del fisico nucleare inglese Philip Mortimer, appassionato di scienze occulte e detective dilettante» spiega in proposito il sito della Fondazione Franco Fossati. «Non manca, naturalmente, il cattivo di turno rappresentato in questo caso dal sedicente colonnello Olrik destinato sempre a soccombere di fronte ai due amici.
Le loro avventure, le prime costruite quasi secondo un vero e proprio copione cinematografico, nascono da una ricerca minuziosa, sono molto ben documentate e ottimamente realizzate sia per ciò che riguarda i testi sia per i disegni; inoltre sono prive di incongruenze e di fantastiche esagerazioni, tanto che prima di creare le proprie storie (soltanto otto dal 1946 al 1972) l’autore belga Edgar-Pierre Jacobs si documenta leggendo molto e conversando con vari esperti per capire come venga pilotato un apparecchio di linea o cosa si provi scoprendo la tomba di un faraone. Certo non a caso la fantascienza di questo autore parte dalla realtà dei nostri giorni per arrivare a un futuro non troppo lontano e molto verosimile».
Jacobs proseguirà il suo lavoro fino al 1967, anno di Le tre formule del Professor Sato. In seguito «la serie sarà ripresa da vari autori, tutti di vaglia – a partire dai testi di Jean van Hamme con i disegni di Ted Benoit», conclude il citato post.