Un mese di dicembre particolarmente succulento per i fan della Casa delle Idee. Non ci sono solo infatti le Guerre Segrete a bollire in pentola, ma anche un altro albo fondamentale, ovvero il quindicesimo numero di Devil e i Cavalieri Marvel (corrispondente al n. 47 della serie, dicembre 2015, 72 pagg., spillato, Panini Comics, € 3,50), appuntamento hot perché qui inizia il capitolo finale della lunghissima e acclamatissima gestione di Mark Waid (che si concluderà il prossimo mese).

devil_15Riannodiamo un po’ le fila del discorso, per chi si fosse perso: il nostro eroe, dopo il celeberrimo coming out dello scorso anno (la sua identità ora è pubblica) si trova a San Francisco, in compagnia della fidanzata Kirsten (con cui ha aperto uno studio legale) e del socio Foggy Nelson, da tempo malato. La vita sembra scorrere in maniera ordinaria – per quanto possa esserlo quella di un avvocato cieco che, nel dopolavoro, fa il supereroe senza maschera –, fino all’incontro con Sudario, vigilante noto solo ai Marvel fan con qualche capello bianco. Questi ha infatti giocato un brutto scherzetto all’Uomo Senza Paura, mettendo in mondovisione le immagini della sua vita privata e professionale, e quindi gettando pessima luce sulla sua già non immacolata reputazione…

A questo punto, l’idea più folle di Matt Murdock è quella che potrebbe rivelarsi azzeccata: proporre un patto alla sua nemesi, Wilson ‘Kingpin’ Fisk, una sorta di do ut des. Protezione in cambio di… qualcos’altro. Ma, conoscendo Kingpin, c’è da scommettere che non si accontenterà di una fettina di torta quando potrà avere anche le candeline…
I due episodi di questo numero, tratti da Daredevil 16 e 17, frutto delle fatiche dell’ormai affiatato duo Mark Waid/Chris Samnee, lanciano quindi Devil e i suoi amici verso un finale di saga incandescente.

Se davvero (?), dopo Secret Wars nulla sarà come prima, tra le cose che rimpiangeremo ci sarà sicuramente questo ciclo di Devil, che ha riportato in auge un eroe da sempre difficoltoso da gestire a lungo termine; Waid, pur con espedienti narrativi abusati (uno su tutti, l’identità-non-più-segreta), ha ridato linfa a Cornetto ed al suo entourage, con l’ulteriore merito di aver ripescato in questi anni tantissimi personaggi di serie Z della Marvel (Sudario è l’ultimo di una lunga serie), e dato loro una dignità forse mai avuta.

Anche per il Punitore, comprimario di testata che troviamo in appendice, è tempo di tirare le fila del discorso… Dopo aver ottenuto una fondamentale confessione da parte di un pezzo grosso della politica degli Stati Uniti, il nostro Frank ha preso una decisione davvero poco adatta ad un maniaco omicida come lui: esporre al pubblico i crimini del politico in questione, anziché inviarlo direttamente al Creatore, cosa che ai tempi di Ennis non sarebbe stata nemmeno presa in considerazione. Ed ora, Castle si trova faccia a faccia con il nuovissimo (sob) Capitan ‘Falcon’ America, che, ignaro dei segreti che il Punitore vuole svelare, è più determinato che mai a spedirlo dietro le sbarre. Una lotta che il Puni non vuole combattere, perché sa che comunque Cap è dalla parte dei buoni, pur non essendo quel Capitan America che ha sempre ammirato: ma è una battaglia da vincere, per far uscire una verità tanto scomoda quanto importante per le sorti del paese. La storia (tratta da Punisher Vol. 9 nn. 17 e 18 e firmata Edmondson/Gerads/Schoonover) avrà un epilogo che farà sobbalzare diversi lettori…
Una buona storia, anche se un po’ penalizzata da disegnatori non sempre all’altezza della situazione (specie dopo aver apprezzato, su queste stesse pagine, l’ottimo tratto di Checchetto).

(Roberto Orzetti)