Grant – Duffy – Zeck – Vosburg – Beatty, Punisher: Circolo di sangue, brossurato, 176 pp. a colori, Panini Comics 2015, € 16,00

punitore_star_comicsTorna in libreria un classico degli anni ’80, quello che lanciò in maniera definitiva un grandissimo personaggio Marvel: Frank Castle, alias Punisher.
Il Nostro esordì nel 1986 nella miniserie autonoma Circle of blood, proprio quella che troviamo in questo volume, finalmente ristampata, per la prima volta dopo la prima mitica edizione Star Comics del 1989.

Un personaggio dalla storia editoriale interessante, il nostro Frank. Nato sulle pagine dell’Uomo Ragno per mano di Gerry Conway e Ross Andru, visse per una decina d’anni come sparring partner di alcuni eroi, ospite delle loro serie (oltre all’Uomo Ragno, operò anche al fianco di Devil e Cap). Ritenuto ormai in grado di camminare con le proprie gambe, gli venne dedicata questa miniserie, che andava a riallacciarsi alla sua ultima apparizione sulle pagine ragnesche (una storia in cui Dennis O’Neil e un Frank Miller agli esordi misero per la prima volta le manette ai polsi al nostro antieroe).

Così, è proprio nelle vesti di prigioniero di Ryker’s Island che lo troviamo all’inizio di questa storia, là dove tutti quelli che hanno avuto la sventura di incappare in lui (ad eccezione di quelli finiti a suonare l’arpa nei verdi pascoli di Manito, ovvio) ora lo aspettano a braccia aperte per vendicarsi. Ma non è certamente tipo da intimorirsi, il nostro Frank: anzi, sarà proprio lui a portare la legge (la sua legge) nei corridoi del carcere, quando di notte si aprono i cancelli per far spazio a giochi di potere e di vendette. Anzi, riuscirà anche ad evadere: tornato in libertà, riceverà un’offerta di quelle che non si possono rifiutare; se la sua scelta sarà quella giusta ce lo diranno Steve Grant e Jo Duffy (storia), Mike Zeck e Mike Vosburg (matite) e John Beatty (chine), nomi che negli anni ’80 hanno scritto la storia di tanti eroi d’oltreoceano.

punisher_circolo_di_sangueIl volume – assolutamente interessante – non dimostra (cosa non comune) i suoi quasi trent’anni: la storia è molto ben disegnata (banale dirlo, ma con quello che si si vede in giro ogni tanto…), grazie al classicissimo tratto morbido e sinuoso di Zeck, e la trama è avvincente al punto giusto, densa di dialoghi/monologhi (abitudine oggi abiurata dalla tanto famigerata decompressione) che nulla tolgono alla fruibilità dell’albo.

Ecco, se proprio vogliamo trovare un neo al volume (ma giusto per puntiglio), la scelta della carta “da siuri” toglie un po’ di quell’oscurità che le tavole avevano in origine e che connotava di noir le storie del Punitore. Ma è veramente un dettaglio di poco conto, perché per il resto il libro vale veramente il prezzo del biglietto.

(Roberto Orzetti)