«Strano esperimento quello di Pietro Vanessi ed Evandro Della Serra: unire la satira corrosiva delle vignette del primo con gli spunti filosofici e a tratti “goliardici” del secondo.

Due veneti (guarda caso) uniti dalla passione per la psicologia e la filosofia ma che sanno affrontare temi che normalmente impiegherebbero libri, in poche battute (nel caso delle vignette) o in poche righe, per la parte scritta.


Un esperimento insolito e divertente che parla di cose “alte” ma lo fa partendo dal “basso”, mescolando profondità e leggerezza, sacro e profano, poesia e sberleffo; affrontando certe tematiche con leggiadria e umorismo, rinnegando la pomposità di certi argomenti considerati ancora tabù per la stragrande maggioranza della gente.

existenz-copertina-vanessiUn progetto originale e unico nel panorama editoriale italiano, già di per sé abbastanza diffidente sui progetti innovativi e difficilmente classificabili, come questo. Un libro “autoprodotto” per l’urgenza e l’impazienza di aspettare i tempi giurassici delle case editrici e con poche velleità di vendere milioni di copie.

Però un libro “onesto” e fatto col cuore e che, allo stesso modo, speriamo possa arrivare al cuore di tutti i lettori che avranno la fortuna di conoscerlo, leggerlo ed apprezzarlo».

Così i due autori di Existenz, Vignette e riflessioni satiriche esistenziali. Per tutti coloro che hanno più domande che risposte, presentano la loro opera: 120 pagine a colori in vendita da dicembre a 15 €.
Se volete farvi un’idea ancora più precisa, in fondo al post trovate un estratto sfogliabile del volume.

Due parole sugli autori:
Pietro Vanessi (in arte PV), è veneto di nascita, ma romano di adozione. Nella satira di PV si spazia dalla filosofia zen alla critica sociale, dalla cronaca politica quotidiana alla vita di coppia, dalle riflessioni sulla morte alle gioie del sesso ludico fino a vere e proprie escursioni nel campo della filosofia e psicologia.
Evandro Della Serra… non esiste. Se esistesse sarebbe nato il 15 giugno del 1961 e avrebbe avuto una vita travagliata e avventurosa. Ma non esiste. Quello che scrive qui, al posto suo è un ignorantissimo, gretto indigeno della Piave di cui non val nemmeno la pena ricordare il nome. Raggiunta la licenza elementare solo a suon di razioni di suino e altre regalie alla maestra, viene iscritto alla scuola della bauchera, ove rimarrà parcheggiato 10 lunghi anni, imparando praticamente “un casso”, come ebbe a dire il suo povero padre.