Lesson of the evil: un titolo emblematico che ci farà cercare sin da subito i soliti demoni, ormai tipici dei manga “spruzzasangue” che riempiono gli scaffali delle fumetterie. Ma dopo poche pagine si intuisce che l’atmosfera ricercata da Yusuke Kishi è ben diversa.

Il primo capitolo è un piccolo compendio che introduce la sezione 4 del secondo anno, la classe più problematica della scuola, strumento che durante la lettura ci ritroveremo  a consultare spesso e che faciliterà l’identificazione dei personaggi, soprattutto ai lettori meno abituati ai nomi giapponesi. Da qui si entra nel vivo della storia e la lettura si fa decisamente più interessante.

Lesson-EvilSeguiamo la vicenda dal punto di vista di Seiji Hasumi, professore di inglese della 4, che in qualità di responsabile si dedica ai problemi della classe cercando di ristabilire l’ordine.

Sebbene alcuni personaggi siano i classici stereotipi delle scuole giapponesi – e forse ci sembrerà di intuire sin da subito lo sviluppo della vicenda – Lesson of the evil saprà stupirci con le sue note cupe e con la sua storia che promette di essere decisamente poco scontata, nonostante in questo primo volume fatichi un po’ ad ingranare.

Più d’una volta ci ha fatto pensare a Light Yagami e a Death Note, un po’ per il macabro che spesso contorna le vicende, un po’ per il modus operandi di Hasumi, e un pizzico anche per il tratto di Eiji Karasuyama, sebbene i personaggi siano caratterizzati in maniera nettamente diversa. La lettura è consigliatissima, (soprattutto a chi vuole prendersi una pausa dall’eterna lotta alle forze del male), la storia è coinvolgente e anche noi siamo in attesa di leggere il secondo volume, previsto per il 9 dicembre.

Lesson of the evil è disponibile solo in fumetteria, edito da Star Comics, 192 pp, b/n, € 5,50.

(Davide Aiello)

Post correlati