Nell’ambito della mostra che Wow Spazio Fumetto ha dedicato alle versioni a fumetti dell’opera di Dante Alighieri (qui tutti i particolari), la parte del leone è certamente quella delle illustrazioni realizzate appositamente per l’occasione da Luigi Maio, artista poliedrico – è attore, compositore, cantante, regista, scenografo e architetto, ma lui preferisce definirsi un musicattore – che a Dante ha dedicato un’operazione artistica dai molti aspetti: illustrazione appunto, ma anche musica e teatro. Lo abbiamo incontrato, così da farci spiegare da lui stesso questo suo Dante in 3D, tra disegno, recitazione e musica.

Luigi, parlaci dell’origine del tuo progetto…
Si dice che l’Inferno sia vuoto: e magari in questo periodo di crisi – umanistica prima ancora che economica – potremmo pensare lo stesso del Paradiso… Se Dante tornasse tra noi oggi, troverebbe pochissimi spunti per aggiornare la Commedia: si rifugerebbe volentieri in Paradiso (o anche all’Inferno), nauseato dal dilagante materialismo, nemico di ogni trascendenza, santa o infernale che sia! Come gli ignavi che Dante pone fuori dall’Inferno, rifiutati anche dai diavoli perché mai presero posizione tra il Bene e il Male. Ecco perché il Minosse di una delle mie illustrazioni si morde rabbioso la coda: non ha di fronte un Guido da Montefeltro o un Bonifacio VIII, si muove spinto dai morsi della fame e dalla rabbia, preferendo mangiarsi la coda piuttosto che i miseri ignavi che gli vengono offerti da un cameriere old british style…

Cenacolo-Infernale-luigi-maioEcco, parliamo delle tue illustrazioni, da cui traspare evidente la tua passione per Dante.
Ho realizzato per questa mostra il polittico del Cenacolo infernale. L’ispirazione viene dal tema di Expo, quindi raffiguro sette demoni intenti a festeggiare Dante “Nel mezzo di una tavola imbandita”. Dante è a capotavola e osserva la scena, mentre i commensali sono diavoli veri e propri – Alichino, Calcabrina, Cerbero, Lucifero,  Ciriatto e Minosse – o demoni di origine umana, il Conte Ugolino, Gianni Schicchi e l’Arcivescovo Ruggieri. Furiosi per la mancanza di cibo – cioè nuove anime dannate – hanno reazioni scomposte…

Il tuo progetto si completa con lo spettacolo andato in scena al Festival MITO, al Teatro Sala Fontana di Milano lo scorso 20 settembre…
Sì, infatti il titolo di questa mostra, WOW, Dante che mito, nasce proprio unendo il nome di WOW Spazio Fumetto con quello del Festival MITO.
Al Cenacolo Infernale delle illustrazioni (in quanto tali, ovviamente, in 2D), si affianca lo spettacolo Inferno da Camera – In Taverna coi Ghiottoni, per “Trio Malebranche e Musicattore”: con me, ci sono Enrico Grillotti al pianoforte, Roberto Piga al violino e Gabriele Fioritti al violoncello. Alla recitazione di alcuni passi dell’Inferno dantesco scelti tra i più suggestivi, alterniamo brani musicali, alcuni che ho composto io in stile lisztiano/paganiniano, altri che sono citazioni originali delle opere più emblematiche di Franz Liszt, di cui ho curato la riscrittura per trio.

La versione completa di questa intervista – con molte altre informazioni sull’opera di Luigi Maio e la riproduzione del suo polittico di illustrazioni – è sul nr. 23 di Sbam! Comics, la nostra rivista digitale A fumetti e SUI fumetti, liberamente scaricabile da questo link.

(Antonio Marangi)

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