La trama sarebbe stata perfetta per un kolossal americano (amore e guerra stanno bene un po’ su tutto), ma per nostra fortuna questa storia la troviamo in edicola nel nuovo numero di le Storie, intitolato Abissinia! (nr. 37, ottobre 2015, 112 pp, b/n, Sergio Bonelli Editore, € 3,80).

leStorie-AbissiniaUn albo che vede il ritorno sugli scaffali di una leggenda del fumetto italiano come Claudio Nizzi, autore che per anni guidò da par suo Tex – scrivendone decine di migliaia di pagine – e che ci ha regalato personaggi come Nick Raider e Leo Pulp, tra gli altri.

L’ambientazione stavolta non è il Far West o la Grande Mela, ma l’Abissinia: terra di sogni e di conquiste per un Benito Mussolini all’apice del suo potere politico, e proprio per questo affetto da quelle mire espansionistiche che, pochi anni dopo, saranno concausa del suo tracollo.

I protagonisti della storia sono Marco ed Ettore, due amici allievi dell’Accademia Militare di Torino, che si ritroveranno al centro di un triangolo amoroso insieme alla bella Denise, che distruggerà per sempre il loro legame e le loro vite.
Marco perderà il posto in accademia e “guadagnerà” un biglietto di sola andata per l’Etiopia da conquistare; Ettore, invece, una volta divenuto ufficiale e trasferito anch’egli in Africa, dedicherà le sue giornate a rendere la vita impossibile all’ex amico. Con chi convolerà a giuste nozze la gentil donzella (nel frattempo giunta anch’essa in zona di guerra)?

Una storia molto realistica (come poche, finora, in questa collana), che si legge d’un fiato, scandita dagli avvenimenti bellici (la Seconda Guerra Mondiale è stata già ospite di questa collana) e dai proclami di una propaganda fascista sempre più pregnante nella vita di tanti ragazzi.
Una storia che Nizzi narra senza retorica e senza trascendere (come è rischio, in questi casi) in giudizi di natura ideologica che nulla hanno a che vedere con i fatti accaduti: Marco ed Ettore sono due ragazzi come tanti, uniti da un loro sogno (la bella Denise) e costretti a combattere per quelli altrui.

Alla buona storia si affianca una parte grafica degna di nota: l’ottimo Emiliano Tanzillo ci regala vignette incredibilmente realistiche, con un chiaroscuro che non lascia indifferenti. Sfogliando le pagine di questo albo si ha l’impressione di essere in un cinema dell’epoca, a guardare i vecchi cinegiornali dell’Istituto Luce.

Unico neo dell’albo è la brevità della storia che, nel finale, deve accelerare un po’ troppo per non superare la rigida gabbia delle 112 pagine. Ma è dettaglio da poco, per un racconto che, a parer nostro, andrebbe fatto leggere anche ai ragazzi nelle scuole. Promosso a pieni voti.

(Roberto Orzetti)

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