Se ne parla da un bel po’ di tempo, ma averlo tra le mani è tutt’altra cosa. È in edicola il primo numero di Morgan Lost, nuovissima creatura di Claudio Chiaverotti, già “papà” di Brendon e autore di decine di storie di quel noto Indagatore dell’Incubo di stanza a Londra.

Morgan_Lost_1Il personaggio colpisce subito per la mascherina nera tatuata sugli occhi, che gli dà quello sguardo cupo al punto giusto per affrontare la più che pittoresca galleria di nemici che gli incombe alle spalle sulla copertina del primo numero. Una sorta di “catalogo” di pazzi assassini assortiti, qualcosa che di primo acchito ci ha ricordato gli altrettanto pittoreschi avversari dello storico Dick Tracy o del primissimo Batman.
Sì, perché il nostro è un cacciatore di taglie, mestiere che pare normalissimo dalle sue parti, una ipotetica Terra ucronica degli anni Cinquanta, in una città – New Heliopolis – dove i serial killer sembrano quasi eroi metropolitani.

Il primo numero (L’uomo dell’ultima notte, ottobre 2015, 96 pp in bicromia, € 3,50) comincia già a rivelare qualcosa del protagonista e dei suoi numerosi comprimari, ma lascia giustamente molti punti in sospeso, diversi dei quali – ha promesso Chiaverotti in persona durante la presentazione al pubblico dell’albo del 20 ottobre – verranno sciolti già con il numero 2.

Difficile però dire qualsiasi cosa della trama senza rischiare spoiler per tutti coloro che non avessero ancora letto l’albo. Ci concentriamo allora sull’aspetto più appariscente dell’albo, quello che si nota subito prendendolo in mano: la grafica.
La copertina – realizzata dall’ottimo Fabrizio De Tommaso – presenta sì il protagonista, come ovvio che sia su un numero 1, ma anche molti dei suoi nemici, con un impatto da locandina cinematografica (d’altra parte, tutto l’albo trasuda di riferimenti cinematografici, da Carpenter a Tarantino, dal Silenzio degli innocenti a Suspiria, derivati dalla grande passione per la celluloide di Chiaverotti), soluzione diversissima dalle tradizionali prime cover di qualsiasi serie.
Ecco poi l’interno, stampato “quasi” a colori: non è una quadricromia, ma “solo” una bicromia, fatta di sfumature di nero e di rosso. L’idea ha una doppia valenza: la prima è estetica, visto che il rosso usato per evidenziare alcuni dettagli su altri crea un insieme davvero suggestivo; la seconda è di supporto alla sceneggiatura: mostra al lettore il mondo proprio come lo vede Morgan, affetto da daltonismo tale per cui, appunto, al suo occhio il mondo è rosso e nero.

sbam_intervista-chiaverotti

Sbam-Marco intervista Claudio Chiaverotti: sul prossimo numero di Sbam! Comics ne vedrete delle belle…

Nutrito lo staff di disegnatori che partecipano all’operazione-Morgan, staff che – hanno rivelato Lola Airaghi e Max Bertolini nella stessa presentazione – ha raggiunto un eccellente punto di intesa, per cui il lavoro si coordina facilmente e ogni artista, pur mantenendo le sue peculiarità, si è inserito perfettamente nel contesto, dando una buona uniformità alle storie. Oltre agli stessi Max e Lola, vanno citati il disegnatore del primo albo, Michele Rubini, e i vari Val Romeo, Giovanni Talami, Andrea Fattori ed  Ennio Bufi, oltre ovviamente al creatore grafico del personaggio, Alessandro Poli.
Sui colori è invece all’opera lo staff di Arancia Studio, capace (ce lo hanno spiegato Lola e Max stessi) di valorizzare perfettamente le tavole di ogni disegnatore. Disegnatore che NON SA mentre lavora dove finirà il colore e dove no, lasciando quindi una buona parte di creatività anche ai coloristi.

Ce n’è abbastanza per creare attesa su questo nuovo eroe, che – udite, udite! – non sarà protagonista di una miniserie con un numero di albi predefinito, e non sarà nemmeno diviso in stagioni, stile Orfani: avrà invece una collana illimitata, come da migliore tradizione Bonelli.

(Antonio Marangi)

Claudio Chiaverotti. Nato il 20 giugno 1965 a Torino, città dove vive e lavora, Chiaverotti approda al fumetto dopo un periodo piuttosto travagliato. Dapprima studia per diventare odontotecnico, quindi si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza. È nel 1986 che fa il suo ingresso nel mondo delle nuvole parlanti, scrivendo i testi per alcune strisce di Sturmtruppen, di Bonvi. Giunge alla Sergio Bonelli Editore nel 1989, esordendo con l’albo n. 34 di Dylan Dog, Il buio. Sostituisce per lungo tempo Tiziano Sclavi nella produzione delle storie dell’Indagatore dell’Incubo (per cui firma anche Goblin, I delitti della mantide, Partita con la morte, Il confine), collabora pure alle testate Martin Mystère e Zona X, per poi dar vita a un personaggio tutto suo, Brendon, un cavaliere di ventura che agisce sullo sfondo di un mondo devastato da una immane tragedia, avvenuta più di un secolo addietro, cui si allude con la definizione di “Grande Tenebra”.