Greg Rucka -Michael Lar, Lazarus vol. 1 – Famiglia, 104 pp, Panini Comics 2015, € 14,00
Rick Remender -Wes Craig, Deadly Class vol. 1 – 1987. Gioventù reaganiana, 276 pp, Panini Comics 2015, € 17,00

Parte col botto Panini Comics 100% HD, la nuova sciccosa collana di pregiati volumi da collezione con cui l’editore modenese intende presentare ai lettori nostrani alcuni dei migliori comics made in Usa degli ultimi tempi. Anzi, con un doppio botto, visto che ad aprire le danze sono i primi cicli narrativi di due attesissime serie targate Image, entrambe firmate da team creativi da urlo.

Lazarus_1La premiata ditta Greg Rucka & Michael Lark (do you remember Gotham Central?) si incarica di proiettarci nel futuro distopico di Lazarus, in un mondo non più diviso da confini geografici ma economici, dove agli stati si sono sostituiti domini controllati dalle principali famiglie di industriali, che hanno diritto di vita e di morte su chiunque vi risieda. I rapporti tra le diverse famiglie si reggono su equilibri precari, su paci armate che possono facilmente trasformarsi in guerre per il controllo delle preziose sementi geneticamente modificate, il cui possesso segna la differenza tra prosperità e rovina. Ciascuna famiglia può contare su un proprio Lazarus, un guerriero potenziato che ne difende gli interessi. Una ragazza di nome Forever è il Lazarus della famiglia Carlyle, il cui dominio si estende sull’attuale California. Lei crede di essere figlia del capofamiglia, Morgan Carlyle, ma forse non è così. Lei deve difendersi dai complotti dei suoi fratelli e sorelle, divisi tra chi intende usarla per i propri scopi e chi la considera un ostacolo da eliminare. Lei si troverà in prima linea a gestire la crisi tra i Carlyle e la famiglia messicana dei Morray, allorché il presunto furto di alcune sementi rischierà di precipitare in un conflitto armato. Lei dovrà uccidere per non essere uccisa. Anche se, visti i poteri di cui la scienza l’ha dotata, ucciderla non è per nulla facile…

Chissà perché, non ci stupisce affatto apprendere che Lazarus è già in procinto di trasformarsi in un serial tv. Fin da questi primi episodi (il volume contiene i numeri 1-4 della serie americana, oltre alla storia breve Lazarus Prelude), il mondo futuribile ma per certi versi vicinissimo creato da Rucka appare infatti dotato di tutti i requisiti richiesti a una saga transmediale di successo. Compresi potenziali sviluppi pressoché infiniti e una varietà di sottotrame, qui solamente accennate, che già avranno fatto rizzare le antenne ai lettori più avveduti e curiosi. È vero, a prima vista le premesse possono non apparire tra le più originali: non è certo la prima volta che un fumetto (o un romanzo, o un film…) esplora la possibilità di un futuro in cui il potere politico è detenuto dalle grandi corporation. L’abilità dello sceneggiatore californiano, però, sta proprio nel prendere una materia già trattata e plasmarla in un plot accattivante, originale, popolato di caratteri dalla forte personalità e gestito con la sua ben nota padronanza della scrittura e dei ritmi narrativi.

Certo, una bella mano gliela danno le sontuose matite di un Lark che rinverdisce qui i fasti della memorabile run su Daredevil con il suo inconfondibile tratto classico e oscuro, le sue anatomie perfette e nervose e una costruzione della tavola in cui la simmetria delle vignette non penalizza, ma anzi esalta, la fluidità quasi cinematografica della trama. Promozione a pieni voti, ovviamente, e conto alla rovescia già avviato in attesa del secondo volume.

Ma se Lazarus si rivela una portata da veri lettori-gourmet, a far letteralmente esplodere le nostre papille di fumettivori è Deadly Class. In questo caso Rick Remender e Wes Craig ci portano non nel futuro, ma in un passato che chiunque abbia superato la quarantina ricorda bene: i ruggenti anni ’80, quelli degli yuppie e dell’“edonismo reaganiano” (cit. Roberto D’Agostino), ma anche di significativi fermenti di sottocultura giovanile, di tanta buona musica e di tantissimi ottimi fumetti. Qui, nelle zone d’ombra di una San Francisco in cui gli unici valori riconosciuti sono l’arricchimento e il successo personale, si muove Marcus, senzatetto adolescente che ha perso entrambi i genitori e tira avanti nella speranza di farla pagare a colui che ritiene responsabile della loro morte: nientemeno che il presidente, Ronald Reagan. Un reietto tra i reietti, al quale un giorno, mentre è impegnato a sfuggire a una retata della polizia, viene offerta la più incredibile e inaspettata delle occasioni: entrare alla Scuola Kings Dominion delle Arti Letali, uno spietato liceo clandestino in cui le principali famiglie criminali del globo addestrano gli assassini del futuro. Accettare significa trovarsi all’improvviso proiettato in una realtà surreale e pericolosissima, in cui alle normali difficoltà di inserimento di qualsiasi nuovo studente si unisce ben presto la consapevolezza che, lì, il rischio di essere “pugnalati alle spalle” non è semplicemente metaforico…

DeadlyClass_1Racconto biografico (Remender, nel 1987, era un giovane punk impegnato a sopravvivere nella violentissima Phoenix dell’epoca), romanzo di formazione, teen drama, noir iperrealista di stampo tarantiniano: Deadly Class riesce con incredibile disinvoltura a essere tutto questo. E anche molto altro. Per esempio il ritratto vivido, per quanto venato di fantastico, di un’epoca troppo lontana per essere cronaca, ma ancora troppo vicina per essere definitivamente consegnata alla storia. Oppure, uno spietato promemoria su quanto ci si possa sentire soli e disperati da ragazzini, anche se non si ha la ventura di frequentare un’accademia per killer.

Che Remender fosse bravo, del resto, lo sapevamo: e non solo perché la sua penna è riuscita a rendere godibili diverse saghe mainstream della Marvel altrimenti a forte rischio di banalità, ma anche per gioiellini come Black Science (avete già letto il primo volume edito in Italia dalla Bao, vero?). Qui, però, lo scrittore dell’Arizona supera davvero se stesso, partorendo una di quelle opere che è un piacere sbattere sul muso a chi ti chiede: «Ma come, alla tua età perdi ancora tempo con i fumetti?».

E poi, i disegni. Craig, lo ammetto, finora non mi aveva mai particolarmente impressionato. Beh, eccomi pronto a fare pubblica ammenda: in Deadly Class il nostro sforna una prova superlativa, regalandoci tavole dall’architettura mai banale, sequenze d’azione di incredibile fluidità, un character design d’alto livello e uno stile anni ’80 che a tratti ricorda un Frank Miller spruzzato di psichedelia. A definire ulteriormente il mood d’epoca, inoltre, contribuiscono i colori piatti di Lee Loughridge, con la loro resa così deliziosamente old school.

Insomma, lo avete capito: un acquisto praticamente obbligato. E già che ci siete, iniziate a fare spazio in libreria: a novembre, Panini Comics 100% HD proporrà infatti due titoli horror raffinatissimi come Neonomicon e l’inedito Providence, in cui il maestro Alan Moore esplora da par suo il mondo di H.P. Lovecraft.

(Marco De Rosa)