Joe Harris – Martìn Morazzo, Great Pacific vol. 2 – Costruire una nazione, 160 pp. a colori, saldaPress 2015, euro 15,90

Il mito del Nuovo Mondo accompagna l’umanità da secoli. Scoprire una terra vergine, dove non esista ancora nulla e nessuno, dove edificare il Mondo Ideale, senza ingiustizie, senza problemi, senza guerre, senza tutto quello che ci può essere di brutto. Certo, ci sarebbe da discutere sui criteri con cui stabilire cosa è bene e cosa no, ma è certo che è proprio su questa base che si sono mosse alcune delle più grandi imprese (e delle più grandi tragedie) dell’umanità. Ma non divaghiamo…

GreatPacific_Vol02È proprio l’idea di un Nuovo Mondo a fare da antefatto all’opera ideata da Joe Harris e disegnata da Martìn Morazzo e di cui vi abbiamo già parlato in occasione dell’uscita del primo volume della stessa saga. Riassumendo: il giovane rampollo di una  ricchissima famiglia di industriali, Chas Worthington, ha preso possesso della nauseabonda, immensa Grande Chiazza di Immondizia del Pacifico, l’agglomerato di ogni schifezza caduta nell’oceano e che, per un gioco di correnti, si è raccolta in un unico punto, creando una gigantesca “isola”, tanto compatta da poterci camminare sopra. Camminare? Molto di più, addirittura costruire. Così il giovane Chas ci pianta sopra una bandiera e la dichiara stato sovrano, il Nuovo Texas, di cui lui è ovviamente monarca assoluto. Il suo sogno ultra-ecologista è quello di ripulire gli oceani da ogni nefandezza, alla faccia di papà – che lo vedeva a capo dell’azienda di famiglia – e della Comunità Internazionale, che osserva esterrefatta la nascita del nuovo “Stato”.
Ovviamente non tutto va così liscio e Chas ha già avuto a che fare con animali mutanti (in un ambientino del genere è il minimo che ci si potesse aspettare), strani indigeni che già risiedevano sull’agglomerato e anche una qualche misteriosa formazione militare che cerca di eliminarlo… Fedelissimo al suo fianco c’è solo l’amicone di sempre, Alex, ora anche suo “segretario di stato”.

All’inizio di questo secondo volume, scopriamo che il Nuovo Texas ha attirato in pochi mesi alcune centinaia di “pionieri”, che si sono stabiliti sull’isola e che seguono le direttive di un “governo”, presieduto da un giovane Worthington impegnatissimo all’idea di farsi riconoscere dall’ONU come nazione sovrana.
I problemi di Chas però sono notevolmente aumentati: i suoi “ministri” annusano il potere e agiscono di conseguenza, il suo modo di gestire il neo-Stato scatena dei terroristi interni (interni?), subisce un paio di attentati… Inoltre, per evitare l’isolamento internazionale, tenta di stringere alleanze con altri Paesi, ma al suo appello risponde solo il truce regime di uno staterello non propriamente democratico. E oltre a tutto questo: cosa succede nel fondo dell’oceano, sotto i piedi degli abitanti del Nuovo Texas?

Un (bel) po’ western (parlavamo di Nuovo Mondo da conquistare…) e un po’ di fantascienza per questa storia che trova anche il tempo di affrontare molteplici sotto-temi: oltre a quello – evidente – dell’ecologia, anche aspetti politici e sociali, gli equilibri (e le storture) del consesso delle nazioni del mondo, i rapporti tra governanti e governati, quelli tra nuovi abitanti e residenti autoctoni…
Una storia che potremmo definire social-fantascientifica, quindi, dalla lettura godibile (tanto che si può certamente perdonare qualche piccolo luogo comune qua e là) e ben disegnata, che lascia molti punti in sospeso, perfetti per creare l’attesa stile “riusciranno i nostri eroi…”. Compresa la domanda delle domande: dove vuole davvero arrivare Chas?

(Domenico Marinelli)