Non è certo usuale per noi di Sbam trattare di videogiochi, nemmeno di quelli che possano riguardare l’ambito fumettistico. Ma Batman Arkham Knight (uscito per PlayStation 4 e Xbox One lo scorso 23 giugno) rappresenta un’eccezione degna di nota. E vi spieghiamo il perché.

Ai suoi albori, l’industria videoludica non riusciva a rendere adeguata giustizia al mondo supereroistico: nonostante le potenzialità narrative e la gamma di personaggi e poteri tra cui scegliere, ogni gioco del genere risultava sempre in qualche modo deludente. La sensazione di fondo era quella di un prodotto monco, al videogiocatore non sembrava mai di padroneggiare appieno quel supereroe.

Per fortuna, nel 2009 tutto cambiò, quando la casa di sviluppo britannica Rocksteady rilasciò Batman Arkham Asylum. Il gioco risultò uno dei migliori dell’anno e non solo perché per la prima volta dava il giusto valore a un supereroe (e chi meglio di Batman poteva servire allo scopo?), ma anche per via di certi aspetti del gameplay che di fatto rivoluzionarono l’industria videoludica: il sistema di combattimento divenne modello per tantissimi altri titoli.

arkham_night_coverDato l’enorme successo, Arkham Asylum divenne il primo capitolo di una trilogia, proseguita nel 2011 con Arkham City e quest’anno proprio con Arkham Knight (in effetti, nel 2013 è uscito anche Arkham Origins, un prequel non sviluppato da Rocksteady e di livello nettamente inferiore rispetto ai tre titoli principali).

IL GIOCO
Ma concentriamoci su Arkham Knight: non staremo troppo a dilungarci sulla sua giocabilità – davvero appagante –, lasciando questa incombenza a siti ben più qualificati del nostro sul tema. Il sistema di combattimento, già fiore all’occhiello della trilogia di Arkham, è stato implementato con nuove mosse e combo rese ancora più ricche dall’uso dei moltissimi gadget in possesso di Batman. Per di più, in certe scazzottate si potranno controllare molti degli alleati del Cavaliere Oscuro, da Robin a Nightwing, passando per Catwoman e perfino Azrael. Molto interessanti le missioni stealth.

La novità più grossa è però senza dubbio la Batmobile: i nostri dubbi iniziali sulla sua effettiva utilità sono stati del tutto smontanti dopo la prima ora di gioco, sia nello spostarsi per le strade di Gotham, che nel combattere i droni d’assalto sparsi per la città. Il tasso di divertimento e adrenalina è altissimo; davvero un’altra bella trovata, quella dei ragazzi di Rocksteady…

LA TRAMA PRINCIPALE
Gli eventi del gioco si svolgono circa un anno dopo quelli narrati da Arkham City: il Joker è morto e Batman ne è in parte responsabile, visto che lui possedeva la fiala per curare il clown dalla morte a cui stava andando incontro, ma per sbaglio ne ha versato in terra il contenuto.
Il ruolo del nemico principale è quindi appannaggio dello Spaventapasseri, oltre che del misterioso Cavaliere di Arkham. Il criminale un tempo noto come Jonathan Crane è riuscito a far evacuare Gotham, minacciando i cittadini di avvelenarli con una nuova versione della sua tossina della paura. La città è ora affollata da soli malviventi, e il piano del cattivaccio prevede la diffusione della sostanza su tutta la costa Est. Il Cavaliere invece, spinto da un inspiegabile odio per Batman, ha garantito a Crane un supporto militare degno dei migliori eserciti privati.
Nel tentativo di fermarli, Batman viene a contatto con la tossina: verrà così perseguitato per tutto il resto della notte dal fantasma del Joker, cioè poprio colui che diventerà nostro compagno inseparabile, sempre pronto a mettere in dubbio le convinzioni e le azioni del Crociato Incappucciato.

La notte però è appena iniziata, e lo Spaventapasseri ha molte altre carte da giocare, a cominciare dal rapimento di Barbara Gordon, ex-Batgirl e attuale assistente informatica di Batman col nome di Oracle: vicenda che andrà inevitabilmente a incrinare pesantemente i rapporti tra il commissario Gordon e il Cavaliere Oscuro. Quest’ultimo intanto è alle prese con un altro spinoso problema: prima di morire, il Joker aveva sparso in giro per gli Stati Uniti alcune delle sue sacche di sangue e le persone che ne sono venute a contatto sono state infettate da una forma assai evoluta della malattia di Creutzfeldt-Jakob, al punto da “jokerizzarsi”.
A seguito di un tentativo di Harley Quinn di liberare i quattro pazienti infetti presi sotto custodia da Batman, scopriamo che è lo stesso Pipistrellone ad essere contagiato ed ora è dilaniato da una lotta interna tra il suo lato eroico e quello jokerizzato, che sta prendendo il sopravvento con l’aiuto della tossina della paura.

arkham_night_1Lo Spaventapasseri intanto riesce a liberare il suo gas in tutta Gotham e solo il sacrificio di una redenta Poison Ivy può neutralizzarlo salvando la città dal caos.
Ormai è l’ora della resa dei conti, ma prima di affrontare Crane, Batman deve vedersela con il Cavaliere di Arkham… che si rivela essere Jason Todd, il secondo Robin, che pareva essere stato ucciso dal Joker, mentre era stato “solo” torturato e convertito al male dopo diversi mesi di prigionia.
Il Pipistrello riesce a neutralizzare l’ex Ragazzo Prodigio e a farlo in parte rinsavire, anche se ormai la macchia degli omicidi resterà per sempre impressa su Jason Todd, da ora in poi noto come Cappuccio Rosso.

Lo scontro finale con lo Spaventapasseri è giunto ma in realtà la vera battaglia è dentro Batman e il nemico ha le fattezze del Joker. Come sempre, alla fine la forza di volontà del Crociato Incappucciato riesce a sopraffare ogni sua paura e il fantasma del perfido clown viene relegato tra i ricordi da non ripescare mai più. Ma il prezzo pagato è altissimo: lo Spaventapasseri, prima di essere definitivamente sconfitto, ha svelato al mondo intero che dietro la maschera del pipistrello si cela Bruce Wayne

La leggenda del Cavaliere Oscuro è giunta alla fine, questa sarà la sua ultima notte prima di attivare il protocollo Knightfall

MISSIONI SECONDARIE
Come quasi tutti i giochi moderni, anche Batman Arkham Knight è costituito da una trama principale e un’infinità di attività secondarie. Mentre in altri titoli queste missioni potrebbero risultare monotone, ripetitive e superflue, stavolta Rocksteady ha trovato la formula vincente per far completare al 100% il gioco senza mai annoiarsi. Infatti, le vicende secondarie sono in realtà i diversi casi che Batman dovrà risolvere nel corso della sua ultima notte e ognuno di essi condurrà alla fine a un diverso supercriminale. Che sono davvero tanti: oltre ai volti noti dell’Enigmista (che prima di affrontarlo pretenderà che noi raccogliamo tutti i suoi 200 e passa trofei sparsi per la città), Due Facce (che rapinerà banche corrotte dalla malavita) e il Pinguino (contrabbandiere d’armi al servizio del Cavaliere di Arkham), troveremo anche personaggi sconosciuti ai più, come Man-Bat, Hush, Deathstroke, il Professor Pyg e Firefly.

UN GIOCO “FUMETTOSO”
Dalla nostra lunga descrizione, risulterà chiaro anche a voi quanto sia stato certosino il lavoro fatto dagli sviluppatori, coadiuviati tra l’altro da (mica cotiche!) Geoff Johns e Jim Lee per lo sviluppo del personaggio originale del Cavaliere di Arkham: tutto per rendere il più possibile Batman Arkham Knight un fumetto giocato. E lo possiamo vedere sia dalla scelta dei nemici, tutti perfettamente coerenti con la loro controparte fumettistica, che dalla trama, la quale prende spunto da moltissimi dei cicli narrativi che hanno contribuito in maniera fondamentale alla mitologia del Cavaliere Oscuro.

Non possiamo non citare ad esempio Una morte in famiglia, il celebre story-arc che vede la morte di Jason Todd per mano del Joker; The Killing Joke, la tragica storia nella quale il Joker paralizza Barbara Gordon; Hush, che narra la nascita dell’omonimo supercriminale; Il lungo Halloween (gli eventi di Arkham Knight avvengono appunto ad Halloween); Cataclisma e Terra di Nessuno, in cui vediamo una Gotham isolata e deserta come in questo gioco; La spada di Azrael, dove scopriamo le origini di quello che fu il successore di Batman; per finire con Knightfall, da cui prende spunto per certi versi il finale del gioco con l’attivazione dell’omonimo protocollo.

TU SEI LA NOTTE. TU SEI LA LEGGENDA. TU SEI BATMAN
Potranno sembrare solo frasi fatte buone solo per le pubblicità del gioco, ma in questo specifico caso racchiudono una grande verità: tu sei Batman. Ma non semplicemente nel senso che comandi il personaggio del Cavaliere Oscuro: l’essere Batman in questo caso implica comportarsi come farebbe lui o un qualunque altro supereroe in una situazione “reale”. Se per certe missioni (specialmente le principali) sarà il gioco a dirci dove andare, in altri casi dovremo cavarcela da soli, e quindi ci toccherà pattugliare la città via terra con la Batmobile e via aria muovendoci da un tetto all’altro di Gotham City.

Qualche esempio: per trovare tutti i luogotenenti del Cavaliere di Arkham, bisognerà scovare ognuno dei convogli sparsi per la città e distruggerli con la nostra macchina; per riuscire a scovare le vittime mutilate del professor Pyg, dovremo cercare i luoghi in cui viene riprodotta della musica classica; per ritrovare i pompieri rapiti, ci toccherà intercettare le comunicazioni dei criminali di Gotham; e per collezionare tutti i trofei dell’Enigmista, ci servirà interrogare tutti i suoi assistenti sparsi per la città.

Anche l’enorme quantità di gadget disponibili nella Batcintura e i loro possibili potenziamenti costituisce un altro importante elemento di immedesimazione nei panni di Batman, che ogni giocatore sentirà sempre più suo…

arkham_night_2E ADESSO?
Rocksteady ha fatto capire che l’intenzione era quella di creare una trilogia attorno alla figura di Batman e che quindi ora non hanno intenzione di sviluppare nuovi sequel. Nonostante ciò, sono tanti (noi compresi!) a covare ancora la speranza che in serbo ci sia un’ultima sorpresa, poiché chi ha completato il gioco e attivato il protocollo Knightfall ha potuto assistere verso la fine alla comparsa di un “nuovo” Batman, ben più brutale di Bruce Wayne. A che pro inserire un finale di questo tipo in un capitolo (teoricamente) conclusivo? Sarebbe un po’ come far apparire Nick Fury dopo i titoli di coda di Iron Man senza poi fare un film sui Vendicatori

Ma anche se ci trovassimo di fronte alla vera fine della saga di Arkham… non temete videogiocatori-fumettomani: diverse voci parlano di un progetto di Rocksteady incentrato su Superman. Che sia finalmente giunto il momento della rivalsa videoludica anche per l’Azzurrone?

(Federico De Rosa)