Era il 1975 quando in edicola fece la sua apparizione una rivista a fumetti dall’aspetto non particolarmente curato (punto metallico, carta molto leggera, stampa alternata b/n e colore…), ma ben presto in grado di far parlare di sè per la qualità dei fumetti proposti. Grandi maestri sudamericani (e non solo, ovviamente) avevano finalmente uno spazio in Italia.

lanciostory-maxi_nr1-coverMa non dilunghiamoci troppo nella storia passata e veniamo all’oggi: proprio in questi giorni Editoriale Aurea ha deciso di festeggiare i 40 anni di Lanciostory lanciando in edicola una nuova testata antologica, Lanciostory Maxi, con l’idea di riproporre opere già viste sulle pagine del settimanale in questi decenni, ma anche qualche succoso inedito e qualche apparato redazionale aggiuntivo.

La rivista è proposta in un formato un po’ più grande di quello tradizionale di Lanciostory (e del “fratellino” Skorpio, di tre anni più recente), e i fumetti riproposti sono stati ben riletterati.

Su questo primo albo (nr. 1, luglio 2015, mensile, 96 pp, € 3,50), possiamo leggere (o rileggere) Ray Collins e Juan Zanotto (con Yor il Cacciatore), Oscar Armayor e Carlos Roume (Il gatto), Eduardo Mazzitelli ed Enrique Alcatena (Quando soffia il vento), Marinko Lebovic e Jules (con l’inedito I partigiani) e soprattutto Carlos Trillo e Domingo Mandrafina, due grandissimi maestri (senza nulla togliere agli altri, sono loro gli Sbam-preferiti), qui impegnati con il corto Il padrone.

Peccato per la mancanza di una nota che indichi la data della prima pubblicazione di ogni racconto (niente di male, ma ogni nerd che si rispetti nota subito una mancanza del genere su una rivista antologica), ma il valore dei fumetti proposti e il prezzo molto contenuto rendono Lanciostory Maxi un prodotto davvero appetibile (così da far perdonare anche la svista addirittura nel nome della casa editrice in copertina, ma i pdf da stampa nascondono spesso di queste insidie…).

(Matteo Giuli)