Robert Kirkman – Benito Cereno – Ransom Getty – Kris Anka, Guarding the Globe vol. 1 – Sotto assedio, saldaPress 2015, € 14,90

Guarding-the-Globe_vol01Robert Kirkman ama i supereroi. No, non è solo bravissimo a scriverne le storie, ma è un vero e proprio fan. Lo si capisce da come riesce a mixare i canoni “basici” irrinunciabili per gli appassionati del genere (pathos, ironia e una robusta dose di spettacolari scazzottate) con la lezione destrutturante di autori quali Alan Moore e Frank Miller. Legando poi il tutto grazie a uno storytelling di qualità superiore e a una padronanza del medium fumetto davvero impressionante, se si pensa che stiamo parlando di uno scrittore che, a oggi, deve ancora compiere 37 anni.

Tutto questo emerge con chiarezza nel suo Invincible, una serie che in termini di freschezza e godibilità ha saputo essere quello che Ultimate Spider-Man non è mai riuscita pienamente a diventare, se non per brevissimi periodi. Ed è proprio dal sempre più ricco e variegato Invincible Universe che arriva Guarding the Globe, ambizioso spin-off di cui saldaPress porta finalmente in Italia il primo ciclo narrativo di sei episodi, racchiusi in un bel volumotto brossurato.

Qui si parla di supergruppi, precisamente dei Guardiani del Globo, il team introdotto da Kirkman nel 2003 in uno dei primi numeri della testata regolare di Invincible, che in seguito a una serie di vicissitudini si ritrova oggi a ranghi ridottissimi. Decisamente troppo poco, specie in un’epoca in cui occorre far fronte a minacce sempre più globalizzate e devastanti. Per Cecil Stedman, direttore della Global Defense Agency, è giunto quindi il momento di trovare nuovi membri: se ne occupa il veterano Brit, che inizia a reclutare metaumani ai quattro angoli della Terra, così da comporre una squadra il più possibile internazionale.

Pagina dopo pagina facciamo dunque conoscenza con un variopinto pantheon di nuovi eroi, bizzarri e non proprio affidabilissimi: dalla giapponesina Japan Droid all’australiano Kaboomerang, dal cinese Best Tiger allo slavo Cast Iron, dal messicano Chupacabra al francese Le Bruisier. E poi Shapesmith, Zandale, Pegasus, Outrun, Yeti, Kid Thor… Una spruzzata di esperienza, assicurata oltre che da Brit dai volti noti di Black Samson, Bulletproof e (eureka!) Wolf-Man, e il nuovo team è bell’e fatto. Il tempo per compiacersi, però, è poco: incombe infatti la minaccia dell’Ordine, organizzazione segretissima e pericolosissima guidata dal crudele Set, che schiera un bel po’ di poderosi supercriminali. La guerra (mondiale) tra il Bene e il Male è inevitabile…

Guarding-the-Globe_immaGuarding the Globe non è un fumetto originale. La premesse della storia potrebbero tranquillamente essere quelle di una saga dei Vendicatori, o della Justice League. E i poteri dei nuovi eroi non risultano particolarmente sorprendenti, anzi alcuni appaiono decisamente inflazionati. Ma allora, come diavolo fa a essere una lettura così godibile, trascinante e, soprattutto, divertentissima? Lo abbiamo detto all’inizio: il merito è tutto di un autore come Kirkman (qui supportato ai testi da Benito Cereno), che sa giocare con i topoi della letteratura supereroistica come se si trovasse nel giardino di casa propria. E così, il ricambio generazionale in atto tra i Guardiani diventa l’occasione per portare in scena un cast di caratteri perfettamente tratteggiati nella loro umanità, per i quali non è difficile provare un’immediata empatia.

I richiami e gli omaggi alle icone del genere, dalla Golden Age in avanti, sono poi piccole gemme di sceneggiatura godibili a più livelli, non esclusivamente dai nerd più incalliti. E la gestione dei ritmi narrativi, al solito, funziona come un cronografo svizzero, alternando colpi di scena, ironia (tanta) e azione (tantissima). Inoltre, siccome il fumetto è pur sempre letteratura disegnata, doverosa nota di merito per le efficaci matite di Ransom Getty Kris Anka, con il primo che forse si fa preferire per una maggiore espressività.

Detto che le vicende di Sotto assedio sono intrecciate con quelle della serie Invincible (in particolare con quanto narrato nel diciassettesimo volume), ma risultano fruibili anche da chi non segue abitualmente le peripezie di Mark Grayson & C., non resta che lasciarci con lo Sbam-consiglio: questo è un fumetto da acquistare, senza ulteriori indugi.

(Marco De Rosa)