Teresa Radice – Stefano Turconi, Il porto proibito, 312 pp, Bao Publishing 2015, € 21,00

Tra le nuove proposte della Bao Publishing, che alterna nel suo catalogo fumetti d’autore italiani e stranieri, spicca per originalità Il porto proibito, del duo artistico e nella vita Teresa Radice e Stefano Turconi, una rilettura dei feuilleton d’avventura sui mari ottocenteschi nella migliore tradizione della narrativa disegnata.

Bao_Porto_ProibitoI due autori sono già noti come membri della scuderia dei Disney italiani, ma questa volta si misurano con una storia originale, ambientata nei primi anni dell’Ottocento, con elementi gotici e avventurosi: tutto parte dal ritrovamento, al largo delle coste del Siam (l’odierna Thailandia), di Abel, un giovane naufrago senza memoria, che torna in Inghilterra dove si rifugia in casa di un capitano di vascello disertore conoscendone le tre figlie e andando in cerca del suo passato dimenticato.

La copertina, blu scura come le profondità dell’oceano, crea un buon impatto visivo, così come il medaglione, in stile miniatura d’epoca. L’interno porta in un mondo in bianco e nero seppiato, come i dagherrotipi, antenati delle fotografie, mentre si ricostruisce un’avventura che omaggio i grandi romanzi, come L’isola del tesoro, ma che racconta anche la formazione e la ricerca di sé del protagonista, all’interno di una commedia umana ricca di sfumature, nel bene e nel male.

Avventura, gotico, romanzo storico, umorismo: Il porto proibito ha tanti registri narrativi, che si mescolano nelle pagine, per una vicenda fantastica e realistica, nella migliore tradizione del fumetto europeo, vicina per certi aspetti a certe opere franco belghe che da tempo cavalcano il passato più o meno remoto per creare intrecci appassionanti.

Il porto proibito è un’ottima opera per capire il valore delle graphic novel e della narrativa disegnata, una storia a sé, non seriale, come un romanzo che svela un mondo costruito con perizia e passione. Fa piacere che venga da due autori del nostro Paese, a loro agio nell’Ottocento inglese e nei suoi intrecci avventurosi e cupi. Tra l’altro, per la sua vicinanza con la letteratura, è il classico fumetto che può servire per far avvicinare all’Arte Disegnata i cultori della pagina scritta, che troveranno un supporto visivo alle storie che amano.

Il porto proibito è una storia autoconclusiva, ma c’è da sperare che Teresa Radice e Stefano Turconi, artisti poliedrici e fantasiosi, donino altre storie come questa oltre a quelle che fanno già per la Disney.

(Elena Romanello)