Copertinista d’eccezione per il nr. 21 di Sbam! Comics – la nostra rivista digitale, scaricabile liberamente e gratuitamente da QUI –, con protagonista Julia, la criminologa bonelliana: Claudio Piccoli.

Sbam_21_coverI suoi pennelli riescono a rendere meravigliosamente bene lo sguardo di… Audrey Hepburn. L’artista milanese (di residenza, ma veneto di nascita), una lunga carriera alle spalle cominciata nello studio di Giuseppe Montanari e transitata dagli albi Ediperiodici e da Tiramolla, dal Giornalino fino a Martin Mystère a Nick Raider, oggi sembra proprio a suo agio in casa Kendall. Ma facciamocelo raccontare da lui stesso…

Claudio, chi è per te Julia?
Se ti dicessi che è una criminologa molto carina e intelligente, che con la sua arguzia, le sue visioni premonitrici e la sua testardaggine riesce a risolvere qualsiasi caso, anche il più ingarbugliato, ti direi… esattamente quello che è! Ma in realtà è molto, molto di più. In tutti questi anni è diventata un’amica che mi racconta le sue avventure, che mi fa compagnia per una decina di ore al giorno, sempre a fianco del mio tavolo di lavoro, silenziosa anche quando parla, che mi chiede di disegnarla solo un po’ più bella, anzi lo pretende! In questo caso si fa sentire, eccome… tramite la voce “profonda” di Giancarlo Berardi!

La gabbia della tavola di Julia è rigidissima: sia per i sei riquadri a pagina, sia per l’ambientazione, quasi sempre cittadina, spesso in interni: il disegnatore quindi deve costantemente trovare nuovi angoli di visuale e una sufficiente varietà  d’immagine. Cosa ci dici in merito?

Claudio Piccoli incontra il pubblico durante "Eroi a Grazzano" (6 giugno 2015): sul suo tavolo, la copertina di Sbam! 21

Claudio Piccoli incontra il pubblico durante “Eroi a Grazzano” (6 giugno 2015, Grazzano Visconti, PC): sul suo tavolo, la copertina di Sbam! 21 (foto di Adriana Roveda)

Chi conosce Giancarlo Berardi sa della sua immensa passione per il cinema e di come cerchi di trasferirla nelle sue storie. Ogni vignetta diventa un fotogramma, sempre della stessa dimensione, ripetuto all’infinito, fin dal primo numero. Unica variante sono le vignette di doppio ingombro, quelle che noi in gergo chiamiamo “panoramiche”. Quindi senza dubbio possiamo definirla come “gabbia molto rigida”.  
Una telecamera si muove intorno ai personaggi, variando le inquadrature. Dall’alto, dal basso e con i vari “piani”: primo piano, mezzo busto, piano americano ecc., per fare in modo che ogni vignetta sia sempre diversa come peso da quelle che la circondano. Tutto ciò dà effettivamente un senso di movimento anche alle tante situazioni statiche che infarciscono la storia, che è spesso molto più basata sui dialoghi piuttosto che sull’azione dinamica. Sicuramente un puntiglioso lavoro di regia è alla base di ogni racconto. La difficoltà del disegnatore sta nel dover disegnare qualsiasi cosa da qualsiasi angolazione. Così, non sempre disegniamo quello che ci viene meglio, spesso anzi dobbiamo disegnare al meglio quello che non sappiamo disegnare…

(continua su Sbam! Comics 21)

(Antonio Marangi)

Post correlati