Una delle chicche di questo 2015 bonelliano è senza dubbio il lancio dei Magazine, degni eredi dei mitici Almanacchi (che hanno chiuso i battenti lo scorso gennaio, con l’ultimo Almanacco del West): la nuova formula ha portato nelle edicole volumi più corposi, meno dispendiosi (in proporzione al numero di pagine) e caratterizzati dalla presenza di più storie (di lunghezza differente) nei sommari, a testimoniare la voglia di rinnovamento in casa Bonelli.
Il battesimo è stato un paio di mesi fa con il primo, ottimo, Dylan Dog Magazine, ma ecco ora in edicola un altro volume altrettanto imprescindibile: Avventura Magazine 1 (240 pagg., col., Sergio Bonelli Editore, maggio 2015, € 6,30), albo che riporta nelle edicole la “Storia” del Fumetto italiano. Signore e Signori, ecco a voi Attilio Micheluzzi: l’Avventura con la A maiuscola.

Cover-Avventura-MicheluzziUn autore che forse dice poco ai più giovani tra i frequentatori delle fumetterie, ma che rappresenta una “eccellenza” del fumetto nostrano, e che per questo merita di essere conosciuto ed apprezzato a 25 anni dalla sua scomparsa. Un artista completo, con uno stile che, seppur nell’arco di una carriera relativamente breve ed iniziata in età adulta (ricordiamo infatti che entrò nel mondo del fumetto a 42 anni), seppe raggiungere vette artistiche incredibili, sì da risultare ancor oggi attualissimo, sia dal punto di vista grafico che da quello narrativo.
Ne abbiamo una prova evidente in questo volume, che rappresenta un doveroso omaggio alla sua straordinaria carriera iniziata nel 1972 come disegnatore sul Corriere dei Piccoli e proseguita sulla celeberrima Un uomo un’avventura (storica collana edita da Bonelli e curata da Decio Canzio), per la quale ha firmato due racconti qui riproposti: L’Uomo del Tanganyka (1978) e L’Uomo del Khyber (1980).

La prima storia ci parla di Ian Fermanagh, ingegnere minerario e pilota d’aerei, ed è ambientata nell’Africa Orientale durante il primo conflitto mondiale. L’Africa, continente caro al Maestro (vi lavorò come architetto prima di intraprendere la carriera di fumettista), ci viene qui raccontata come farebbe un libro di storia: un racconto senza subbio immaginario, ma aderente alla realtà come poche altre opere fumettistiche (il realismo è stato senza dubbio il marchio di fabbrica di Micheluzzi: «Tutto dev’essere com’è stato», soleva dire).

A seguire, la storia di Reginald Winkie, l’uomo del Khyber: tra l’India coloniale e l’Afghanistan, Micheluzzi ci racconterà di tensioni razziali, lotte e incontri/scontri tra culture (lo stesso protagonista è figlio di genitori di due diverse nazionalità). Un piccolo capolavoro, tra avventure da sogno e drammi umani toccanti.

Poi c’è Shangai, avventura con protagonista Roscoe ‘Rosso’ Stanton, simpatico yankee (ma di sangue irlandese) che di mestiere fa il palombaro su una nave americana. Il fiume Whanpoo (il fiume “più fetente e più giallo del mondo”, a detta del protagonista), il contrabbandiere Wu-pei-fu, i pirati cinesi, la bella Boccio di Rosa… si respira un’aria decisamente salgariana.

In chiusura di volume il primo episodio di Air Mail, serie pubblicata in origine sulla mitica rivista Orient Express, che ci racconta le vicende del pilota Clarence ‘Babel’ Man, su e giù tra il Minnesota e l’Iowa per conto della poco rassicurante Compagnia Postale St. Paul-Topeka-St. Louis. La sua vita, già parecchio complicata, si ingarbuglierà ulteriormente a seguito dell’incontro con l’affascinante Amelia Palmer

Si tratta di un volume da acquistare – e gustare – a prescindere. Unico neo (se proprio vogliamo sforzarci) è la riduzione delle tavole, che (specialmente nelle prime due storie) fa rimpiangere un po’ il formato gigante dell’edizione originale. Ma poco male.

(Roberto Orzetti)