IronFist-1Per decenni è stato chiamato Pugno d’Acciaio, personaggio appartenente al filone degli eroi da arti marziali degli anni Settanta (è nato più o meno in contamporanea con Shang-Chi, il “maestro del kung-fu” per antonomasia) nati sulla scia del successo dei film di Bruce Lee.

Il suo super-potere è di natura mistica: riesce a raggiungere un assoluto livello di concentrazione, tale da raccogliere nel suo pugno tutta la sua energia interiore e renderla un’arma. Ecco perché l’alter ego di Danny Rand è chiamato l’arma vivente.
Oggi è membro dei Nuovi Vendicatori, il gruppo capitanato da Luke Cage, suo antico sodale quando i due bazzicavano Harlem e dintorni come “eroi a pagamento” (ma questa è preistoria Marvel-Corno…).

La politica di re-originalizzazione dei nomi degli eroi, figlia dei cinecomics, fa sì che Pugno d’Acciaio oggi si chiama Iron Fist: con questo nome lo ritroviamo protagonista della nuova serie tutta sua che Panini Comics ha lanciato in edicola da questo mese di maggio (col nr. 1. La vendetta è un’arma a doppio taglio, 48 pp a colori, brossurato, € 3,00).

Power_Man_and_Iron_FistCome già fatto con Occhio di Falco e con la Vedova Nera, Marvel ha così “concesso” anche ad Iron Fist una testata dall’aspetto “autoriale”, abbastanza avulso dalla continuity generale e che rivisita la vicenda dell’eroe, la tragica scomparsa dei suoi genitori quando ancora era bambino, il rifugio nella dimensione di K’un-Lun, gli anni di studi…
Testi e disegni sono di Kaare Kyle Andrews, per un apprezzabile tentativo di ammodernamento di un personaggio finora secondario (cui, pare, sarà prossimamente dedicata una serie televisiva).

(Domenico Marinelli)

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