Kieron Gillen – Caanan White, Über vol. 1 – Le loro battaglie, 160 pp a colori, Panini Comics 2015, € 15,00

Dal classico La svastica sul sole di Philip K. Dick alla trilogia di Occidente dell’italiano Mario Farneti, non si contano i romanzi di fantascienza ucronica, vale a dire basati su una versione alternativa della storia rispetto a quella conosciuta, che prendono spunto da eventi e protagonisti della Seconda guerra mondiale. Che cosa sarebbe successo se, alla fine, l’avessero spuntata i tedeschi? E se Mussolini non si fosse alleato con Hitler?
Nei due cicli dell’Invasione e della Colonizzazione (entrambi, per inciso, consigliatissimi), lo scrittore americano Harry Turtledove arriva addirittura a ipotizzare un attacco alieno che, nel bel mezzo del conflitto, costringe gli alleati, i sovietici e le forze dell’Asse a coalizzarsi per far fronte alla nuova minaccia…

UBER-volume1Sulla falsariga di cotanti predecessori si muove lo sceneggiatore britannico Kieron Gillen (ben noto ai Marvel fan per i suoi lavori, tra gli altri, su personaggi iconici come Thor e Iron Man) con questa Über, serie lanciata nel 2013 per i tipi della Avatar Press, casa editrice indipendente che negli ultimi anni è diventata approdo privilegiato per diversi pezzi grossi del comicdom internazionale, a cominciare da Warren Ellis e Garth Ennis. Una serie che negli Usa ha fatto molto parlare di sé e di cui Panini Comics ci propone i primi 6 episodi (il numero zero più i numeri dell’1 al 5) in un bel volume brossurato.

Alla fine di aprile del 1945, il Terzo Reich sembra avere le ore contate: la Wehrmacht è in rotta su tutti i fronti, i sovietici bussano minacciosi alle porte di Berlino e Hitler, rinchiuso nel bunker della Cancelleria, medita il suicidio. A ribaltare una situazione ben più che compromessa, però, ecco irrompere un contingente di Übermensch, combattenti geneticamente modificati frutto di segretissimi esperimenti portati avanti dagli scienziati nazisti. L’impatto di questi superuomini è devastante: i russi battono in ritirata, gli alleati sono disorientati, i tedeschi – pur allo stremo delle forze e con un potenziale industriale praticamente azzerato – passano nuovamente all’offensiva e minacciano Parigi. Nel frattempo, però, una brillante spia britannica, infiltratasi per anni ai vertici del programma Übermensch, è riuscita a trafugarne i segreti. E così anche Churchill può avere i suoi supersoldati, da schierare a difesa della capitale francese…

Con questa serie Gillen punta in alto, divertendosi non solo a raccontare una versione alternativa della storia, ma anche a ribaltare la prospettiva di uno dei miti fondanti del moderno fumetto americano: la nascita del supersoldato. E, nel farlo, dimostra di avere appreso a dovere la lezione dei maestri dell’ucronia, alternando con buona disinvoltura ricostruzione storica ed elementi fantastici e riuscendo a far interagire in modo credibile personaggi fittizi e figure realmente esistite: pagina dopo pagina, dunque, vediamo salire sul proscenio non solo Churchill e Hitler, ma anche il maresciallo Montgomery, il generale tedesco Guderian e il ministro Albert Speer, “l’architetto del Fuhrer”.

Apprezzabile anche il tentativo di sottrarsi al manicheismo che spesso contraddistingue la narrativa americana di genere, secondo la quale gli alleati sono tutti buonissimi, i tedeschi tutti cattivissimi e i sovietici buoni fin quando combattono i nazisti, salvo diventare a loro volta cattivissimi un secondo dopo. Über, invece, prova a mostrarci la guerra (e la “superguerra”) con la sua carica di cinismo e amoralità, che porta i protagonisti di tutte le fazioni a compiere scelte estreme e a macchiarsi di ogni genere di nefandezza pur di prevalere sul nemico o, più semplicemente, di salvarsi la pelle.

Detto della buona tenuta complessiva della narrazione, di una sceneggiatura che riesce a tenere sempre desta l’attenzione del lettore e del contributo fornito dai disegni funzionali (anche se non eccelsi) di Caanan White, a non convincere del tutto è un certa inclinazione autocompiaciuta verso gli eccessi splatter a base di sangue, budella e organi interni dilaniati. Che rappresentano forse la scorciatoia più facile, ma non certo quella narrativamente più efficace, per descrivere gli orrori della guerra.

Altro appunto: in un fumetto che si basa sulla ricostruzione storica, per quanto venata di fantastico, una maggiore cura nella riproduzione delle armi e delle uniformi d’epoca non avrebbe guastato (disegnare come si deve un elmetto tedesco è così difficile?). Ma probabilmente in questo senso noi italiani siamo abituati fin troppo bene, considerato per esempio il serissimo lavoro di documentazione iconografica che sta dietro a un qualsiasi albo Bonelli.

Considerazioni che, comunque, non inficiano più di tanto il valore complessivo di una lettura che si rivela piacevolissima e, cosa che di questi tempi non guasta affatto, sufficientemente originale. L’attesa per il secondo volume, insomma, è già cominciata…

(Marco De Rosa)