È già su piazza da oltre vent’anni, la Hammerle Editori e Stampatori in Trieste, ma solo adesso ha deciso di avventurarsi tra le Nuvole Parlanti. E lo ha fatto lanciando una serie autoprodotta bimestrale, in eleganti volumetti brossurati di 100 pagine in bicromia, diffusi limitatamente alla zona di Trieste, Udine e Gorizia.
Una scelta, questa distribuzione così circoscritta, dettata dalle dimensioni della Casa editrice, ma anche e soprattutto dalla peculiarità del loro fumetto: Trieste Rosso Sangue è infatti un horror (decisamente splatter) ambientato proprio nel capoluogo giuliano, tra le strade e le piazze della città. Per lo stesso motivo, anche gli autori impegnati sull’opera sono tutti triestini (o giù di lì), visto che la conoscenza della zona è evidentemente fondamentale.

Trieste-rosso-sangue-1Dopo decenni di fumetti ambientati negli Usa, nelle località più esotiche o nell’Europa dell’Est – si chiedono autori ed editore – perché le segrete del Castello di San Giusto, la torre del Faro della Vittoria o i magazzini del Porto Vecchio non possono essere scenografie altrettanto intriganti per qualcosa di diverso dal solito?

Da questo ragionamento, ecco il primo numero di Trieste Rosso Sangue, Morte apparente (marzo/aprile 2015, 100 pp, € 5,00), opera – testo e disegni – di Zivorad “Zico” Misic: comincia presentandoci la cupa figura di Robert, un vampiro che tiene sotto stretto controllo gli accoliti del suo branco. Tra questi, Isy, che ha la pessima idea di innamorarsi di una ragazza umana e provocare così le ire del “capo” («Sei di nuovo innamorato della cena!?»), cui Isy giurerà vendetta.
Gli ingredienti per una classica storia di vampiri ci sono tutti, sebbene virati sugli aspetti più macabri e splatterosi della tradizione dei succhiasangue: gli amanti del genere non potranno non trovare affascinante, ad esempio, la terribile figura di Mario, il macellaio che segue i vampiri a bordo del furgoncino del suo negozio. Non a caso, proprio Mario campeggia sul promo del numero 2, in uscita nel corso di questo mese di maggio.

La storia lascia molti punti in sospeso, come giusto che sia trattandosi del primo numero, mentre il disegno – seppure accattivante e con qualche chiaro riferimento al Dampyr bonelliano – non è sempre all’altezza, con qualche anatomia forzata e un’alternanza tra realistico e grottesco non sempre gradevolissima.
Eccellenti sono invece l’impostazione grafica delle tavole – varia e sempre molto dinamica – e la scelta della bicromia, che permette l’uso di un bel rosso scarlatto ad evidenziare, ovviamente, il sangue, e perfetto anche per spezzare la dominante nera delle pagine.

In appendice, una breve storia umoristica, Vam-Piria, di Michele Colucci, sempre a tema vampiresco.

Dieci-matite-TriesteIn definitiva, una iniziativa da seguire, anche perché – come ci ha raccontato uno dei responsabili di Hammerle, Matteo Martelli – case editrici di fumetti in zona finora non ce n’erano, e i fumetti di ambientazione italiana sono da sempre una rarità.
Ma soprattutto perché – è questo è un argomento cui noi di Sbam! siamo molto attenti – dà la possibilità ad autori esordienti o comunque non noti al grande pubblico di avere un buon palcoscenico. Non a caso, Trieste Rosso Sangue è figlio – come spiega lo stesso editore nell’introduzione dell’albo – di Dieci matite per Trieste, pubblicazione dello scorso anno che raccoglieva dieci (appunto) brevi storie ambientate in città e affidate ad altrettanti autori, ciascuno dei quali ha realizzato in autonomia il proprio fumetto. Il risultato è un’antologia di generi e proposte molto diverse tra loro, firmate dai già citati Misic e Colucci e da Matteo Arzon, Dixio, Lino Monaco, Lorenzo Papazzoni, Vesna Pavic, Deborah Stanich, Silvia Verdoglia e Francesco Zardini.

Per altre informazioni, vi rimandiamo al sito della Casa editrice.

(Domenico Marinelli)

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