Una copertina spettacolare, firmata da Sergio Ponchione: 118 personaggi, ovvero tutti (o quasi tutti) quelli apparsi sulle pagine di linus, la storica rivista che proprio questo mese compie 50 anni. La stessa immagine compare sul poster di mezzo metro (per il mezzo secolo) contenuto nello stesso albo.
Linus-50-anniInoltre, fumetti-festeggiamento firmati dai migliori autori al momento all’opera su linus, commemorativi di alcuni dei tantissimi grandi autori che li hanno preceduti: così, Tuono Pettinato fa incontrare Corto Maltese e Maakie; il Dr. Pira, Snoopy con Calvin e Hobbes; Ratigher, Dick Tracy con Braccio di Ferro; Maicol & Mirco, B.C. con Life in Hell. E «sono certa che Pratt, Schulz, Hart, Gould e Segar», scrive la direttrice di linus, Stefania Rumor, nel suo editoriale, «si rivolteranno nella tomba. Dal ridere».

Tutto questo, e molto altro ovviamente, sul nr. 599 di linus (Baldini & Castoldi, aprile 2015, € 5,50), il numero che esce esattamente 50 anni dopo il primo, datato aprile 1965, e che per di più precede un’altra uscita egualmente storica, quella nr. 600.

A proposito di questo cinquantenario, vi rimandiamo all’ampio servizio che trovate sul nr. 20 della nostra rivista digitale, scaricabile liberamente da QUI: troverete informazioni e curiosità sui 50 anni della rivista fondata da Giovanni Gandini, oltre all’intervista che abbiamo fatto a Luigi F. Bona, direttore di Wow Spazio Fumetto e storico della Nona Arte, con cui abbiamo ripercorso questo mezzo secolo.
«Il momento del cambiamento, che colpì molto noi fans dell’epoca e anche tutta la redazione», ci ha detto ad esempio Bona, «fu il passaggio alla Rizzoli, nel 1970. Non perché avessimo qualcosa contro la Rizzoli, ma perché si perdeva la dimensione originale, quella di un editore che non era un editore: la Milano Libri era un negozio, bellissimo, ma un negozio. Entrare in Rizzoli, entrare alla… Chester Perry, come direbbe Bristow, era come entrare nelle “istituzioni”.
linus_1La rivista rimaneva, ma qualcosa era cambiato, la linea politica era più definita e più evidentemente “di parte”. Se prima linus proponeva il suo discorso a chiunque volesse ascoltarlo, senza etichette, in modo che chiunque potesse valutarlo giusto o sbagliato, “questo” linus si rivolgeva invece solo a una parte politica, faceva politica nel senso negativo del termine. (…) Ancora oggi, linus è una rivista evidentemente orientata, sempre validissima e con proposte a fumetti che non trovi da nessuna altra parte, ma ghettizzata, chiusa politicamente. Ma la redazione di oggi deriva ancora da quella storica, c’è ancora gente scelta da Oreste Del Buono, e l’attuale direttore, Stefania Rumor, sa fare molto bene il suo lavoro. Quanto la sua scelta editoriale sia premiante dal punto di vista delle vendite lo vedremo, è una scelta da un certo punto di vista coraggiosa e che in qualche modo le permette di mantenere il suo zoccolo duro. Ma comunque, lunga vita a linus!»