Il rapporto tra Scarp de’ tenis (la rivista della Caritas Ambrosiana, Ndr) e i fumetti è lungo e proficuo: c’è una copertina dedicata a Martin Mystère e numerose con protagonista Dylan Dog. L’Indagatore dell’Incubo ha avuto anche una breve storia inedita realizzata per il nostro mensile da Davide Barzi e Sergio Gerasi. E proprio a Davide Barzi abbiamo chiesto di pensare a una striscia mensile con un protagonista simpatico ma che fosse inserito nella struttura di Scarp.
scarp_tenis_paputsiCosì è nato Paputsi, storpiatura di “Papoútsi” (“scarpa” in greco), la scarpa da tennis, loser chapliniano, trasandata senza risultare sporca, vissuta senza apparire vecchia, carismatica ma non arrogante: personaggio inadeguato rispetto al mondo e alla società che lo circonda, ma che ci prova sempre, con tenacia e, in qualche modo, poesia. I manager sono scarpe di pelle eleganti e costose, la donna amata dal nostro protagonista una ballerina, quindi il corrispettivo calzaturiero della bella ma sommessa fioraia di City lights di Chaplin.
«Era da tempo» dice Davide Barzi «che non scrivevo strisce, e mi mancava. Ma, purtroppo, mancano anche gli spazi. Cartacei, intendo, che sul web di strip se ne trovano quante se ne vogliono. Quando, con il coraggio e la determinazione che lo contraddistingue, Scarp mi ha chiesto una striscia per la rivista ho detto subito di sì».
Sull’onda dell’entusiasmo, Barzi ha elaborato una prima bozza di idea. Ne ha parlato con i disegnatori Gianfranco Florio e Luca Usai. «E su Scarp de’ tenis» dice Gianfranco Florio «che cosa vuoi raccontare, se non le scarpe?».
Protagoniste sono dunque le scarpe, che però si comportano in tutto e per tutto come esseri umani, pur non perdendo la loro fisicità di scarpe. Le scarpe/personaggi sono diversi tra loro e il modello della scarpa influenza in qualche modo il carattere e il modo di fare della scarpa stessa.

La prima striscia di Paputsi (clicca per ingrandire)

La prima striscia di Paputsi (clicca per ingrandire)

Dicono i disegnatori: «Abbiamo scelto di realizzare i personaggi come delle vere e proprie scarpe che già di per sè sono rappresentative di tipologie fisiche e di personalità di chi le indossa. A ogni scarpa è stato aggiunto un elemento distintivo che le desse unicità e che rimandasse a equivalenti elementi di un volto umano come ciuffi, occhiali, labbra. L’espressività è data dal dinamismo della postura e dai lacci che all’occorrenza diventano vere e proprie braccia o accentuano il movimento del personaggio. Il mondo in cui le scarpe agiscono è un mondo fatto a loro misura, sono l’equivalente degli esseri umani, quindi guidano auto, cenano al ristorante, suonano gli strumenti, fanno tutto quello che potrebbe fare un uomo, rendendo graficamente buffa tutta l’ambientazione».
La prima uscita sul numero 190 di Scarp de’ tenis, in vendita da domenica 29 marzo, con due strisce.

(comunicato stampa)