DYD-Magazine-1Una volta era l’Almanacco della Paura, ma l’ormai celeberrimo “nuovo corso” dell’Indagatore dell’Incubo è arrivato anche qui: così, ecco il primo numero di Dylan Dog Magazine, balenottero di 176 pagine, in vendita a 6,30 euro, ovviamente da Bonelli Editore.
Oltre alle consuete pagine di articoli dedicati al mondo dell’orrore, il volume propone la storia Nuovo Cinema Wickedford, esordio assoluto dello sceneggiatore Davide Barzi sulle trame dylaniate. Ai disegni, un eccellente Bruno Brindisi.

La trama è ambientata nel paesotto in cui si è ritirato l’ispettore Bloch, pensionato dal nuovo corso di cui sopra, e di cui da qualche albo in qua si è scoperto finalmente il nome di battesimo: il ‘Vecchio’ si chiama infatti Sherlock Holmes Bloch (no comment, please…). Dylan va a trovarlo con discreta frequenza, in memoria dei bei vecchi tempi andati, e questa volta si trova a dare un passaggio a due stralunati documentaristi dilettanti, che stanno indagando su un film dell’orrore girato anni prima e mai uscito nelle sale. Pare infatti che gli attori della pellicola, ormai ovviamente invecchiati, vivano tutti proprio a Wickedford. In qualche modo, la ricerca dei due registucoli coincide con l’inizio di una serie di truculenti  omicidi: pane per i denti di un Indagatore dell’Incubo, ma anche e soprattutto di un ispettore che non si rassegna all’aver appeso impermeabile e manette al chiodo e che – alla fin fine – è il vero protagonista della storia, in una azzeccata inversione di ruoli con l’Old Boy.
Barzi si diverte a inserire citazioni e rimandi ai vecchi telefilm gialli e ai film dell’orrore che furono, e il risultato è una storia godibile che, nuovi corsi o no, piacerà alle legioni di appassionati del sosia di Rupert Everett.

In appendice, una storia breve dedicata ad un bancomat per lo meno peculiare, scritta da Giovanni Gualdoni e disegnata da Fabrizio De Tommaso, sulla quale è doveroso segnalare l’interessantissima resa della bicromia (rossa e nera, come da look del buon Dylan) di queste tavole.

(Domenico Marinelli)