Signore e signori, benvenuti al gran finale di Original Sin, l’evento più ondivago della recente storia Marvel! In effetti, per noi poveri lettori (e umili recensori), gli ultimi mesi sono stati un saliscendi di impressioni e valutazioni: da un numero d’esordio che, ricorderete, ci aveva favorevolmente impressionato, lasciando intravedere uno sviluppo giallo con gustose sfumature noir, per di più arricchito dalla presenza di eroi diversi dai soliti abusatissimi “pesi massimi”, si è infatti repentinamente passati a una fase di stanca, in cui l’intreccio stentava a prendere quota.

Neppure il tempo di deprimersi, ed ecco che la trama è subito rimbalzata al suo vertice indiscusso, in corrispondenza con le sorprendenti rivelazioni sulla vera storia di Nick Fury e sulla natura della missione che, ormai da decenni e all’insaputa del resto del mondo, lo vedeva nel ruolo di “uomo sulle mura”, impegnato a difendere la Terra da mostri extradimensionali e invasori alieni assortiti. Un bel colpo di scena, tra l’altro narrato con una sufficiente dose di pathos, che induceva a essere ottimisti per un epilogo all’altezza.

OriginalSin_4Un ottimismo che però, dopo aver letto l’ultimo numero della saga (Collana Marvel Miniserie presenta, Original Sin nr. 4, Panini Comics, marzo 2015, € 3,30), si è rivelato non del tutto giustificato. In questo frangente, infatti, pur non incappando in clamorose topiche di sceneggiatura e reggendo il filo della narrazione con apprezzabile professionalità, Jason Aaron sembra ansioso soprattutto di chiudere in fretta il discorso e, in particolare, di strizzare l’occhio ai numerosi tie-in e albi speciali ai quali, ancor più che alla miniserie portante, finisce per essere demandato quello che avrebbe dovuto essere il principale motivo di interesse di Original Sin: conoscere i segreti e gli inconfessabili peccati che si nascondono nel passato degli eroi marvelliani.

Certo, alla fine ci viene svelata l’identità dell’assassino dell’Osservatore (non proprio una sorpresona, per chi ha letto con attenzione i numeri precedenti) e alcuni personaggi (primo fra tutti lo stesso Nick Fury, ma anche altri come Thor e il Soldato d’Inverno) vedono radicalmente mutato il loro status all’interno del Marvel Universe. Uno status al quale, comunque, faranno bene a non affezionarsi troppo, visto che tra qualche mese tutto verrà di nuovo messo in discussione (azzerato?) dal terremoto Secret Wars.

Insomma, tanto rumore per nulla? Non proprio: pur non avendo sviluppato nel modo migliore le premesse di partenza e le suggestioni disseminate qua e là lungo il racconto, Original Sin si rivela in ogni caso superiore a buona parte dei crossover prodotti nel recente passato dalla Casa delle Idee. Una storia comunque solida, che non “sbraca” (quasi) mai e che, particolare non da poco, ci ha permesso di ammirare per quattro mesi le sontuose tavole di un Mike Deodato che, quando non perde tempo in polemiche transoceaniche via mail, si conferma di una bravura semplicemente mostruosa.

(Marco De Rosa)